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Olbia

il tribunale del riesame 

Dissequestrata una delle 5 ville del complesso Green residence

Dissequestrata una delle 5 ville del complesso Green residence

OLBIA. È un valzer di sequestri e dissequestri quello che ballano le case vacanza del Green residence di via Stazzo Canu, ricomprese nel perimetro del Geovillage e legate al complesso turistico...

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OLBIA. È un valzer di sequestri e dissequestri quello che ballano le case vacanza del Green residence di via Stazzo Canu, ricomprese nel perimetro del Geovillage e legate al complesso turistico sportivo anche per le vicissitudini giudiziarie. Ieri il tribunale del riesame di Sassari ha ordinato il dissequestro e la restituzione al titolare di una delle cinque abitazioni sequestrate per la seconda volta in pochi mesi dal tribunale di Tempio per presunta lottizzazione abusiva e irregolarità edilizie. In particolare, i giudici del riesame hanno accolto il ricorso presentato da Galina Ilieva, cittadina bulgara, assistita dall’avvocato Abele Cherchi, mentre delle altre quattro villette sotto inchiesta si riparlerà a settembre.

Il sequestro delle cinque ville del Green residence era scattato lo scorso 8 luglio, eseguito dagli uomini del corpo forestale su richiesta del procuratore di Tempio, Gregorio Capasso, e ordine del gip del tribunale, Marco Contu. Un sequestro fotocopia rispetto a quello già effettuato lo scorso novembre e successivamente annullato dal tribunale del riesame. Così come nel caso precedente, anche il nuovo sequestro preventivo riguardava gli immobili di proprietà della Fg Capital di Fabio Docche, di Mario Burlò, di Davide di Maio, di Galina Ilieva e del patron della Dinamo, Stefano Sardara. E anche il reato ipotizzato è sempre quello di lottizzazione abusiva per aver modificato la destinazione d’uso degli immobili, trasformando le case alloggio vacanza, finalizzate all’utilizzo turistico, in vere e proprie residenze nella disponibilità esclusiva dei proprietari.

L’inchiesta della Procura di Tempio era iniziata nel 2019 in seguito a un accertamento edilizio eseguito dal corpo forestale all’interno di un’abitazione realizzata in totale difformità rispetto al titolo edilizio, ed estesa poi agli altri immobili, in località Stazzo Canu. Secondo le contestazioni della Procura, gli appartamenti nati e autorizzati per essere affittati a turisti, sarebbero stati invece trasformati in residenze esclusive. Nove gli indagati: i gestori del Green residence, Gavino Docche e il figlio Fabio con la società Fg Capital, gli acquirenti delle case e le imprese che hanno eseguito i lavori. Evidente lo sgomento da parte dei proprietari delle case che si sono ritrovati con i sigilli alle porte di casa per la seconda volta nel girodi pochi mesi. E che per la seconda volta hanno messo mano alla carta bollata per i ricorsi al tribunale del riesame. (m.b.)

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