«Medicina non apre subito gli ispettori»
Il reparto rimane chiuso nonostante l’ordine del prefetto Il gruppo Presidio: «Il Governo intervenga alla Maddalena»
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LA MADDALENA. In tanti si erano precipitati a mettere il cappello sulla riapertura del reparto di Medicina all’ospedale Paolo Merlo, imposto dal prefetto Maria Luisa D’Alessandro. Una corsa della politica clamorosamente inciampata sul provvedimento della Assl che spiegava l’impossibilità di riaprire il reparto per mancanza di medici. Gli stessi problemi che ai primi di luglio avevano portato alla chiusura di Medicina: la presenza di pochi medici e l’esigenza di far godere a tutti le ferie estive, restano. Come il direttore medico Elvira Solinas ha scritto nel provvedimento in risposta all’ordine di riapertura del commissario Franco Logias. «A tutt’oggi non sono state risolte le criticità di grave carenza di personale medico sia presso la Medicina interna che presso il Pronto soccorso che hanno portato alla sospensione temporanea dei ricoveri presso la Medicina dell’ospedale Paolo Merlo. E che non permetterebbero comunque, al momento, l’adeguato e indispensabile supporto medico alla propugnata gestione su base infermieristica del reparto di Medicina». In sintesi le “interlocuzioni” con la Regione che avevano spinto il sindaco Fabio Lai a rialzare la bandiera dei quattro mori, ammainata in segno di protesta, non hanno portato proprio a nulla. Ma dopo la denuncia del consigliere regionale del M5s, Roberto Li Gioi, le forze politiche di maggioranza che avevano fatto a gara per salutare la riapertura del reparto di Medicina, restano in silenzio. I pazienti che necessitano di un ricovero vengono smistati tra Olbia, Tempio e Sassari. Per le famiglie che devono andare a trovarli disagi continui. «Il prefetto rappresenta il Governo a livello locale, dipende dal ministero dell'Interno – è il pensiero dell’associazione Presidio Paolo Merlo –. Situazioni particolari richiedono l'intervento del prefetto per attenuare le tensioni tra parti contrapposte, ad esempio imprenditori e sindacati. Può accadere che, nello svolgere il ruolo di rappresentante del Governo, il prefetto ricopra il ruolo di notaio tra le parti e quando una delle parti non rispetta i patti, ha di fatto offeso irrispettosamente il Governo. La conseguenza è il crescere delle tensioni che mettono a rischio anche la sicurezza. Quanto accaduto ha responsabili facilmente individuabili e ci aspettiamo una azione immediata del Governo. L'invio degli ispettori ministeriali sarà utile per chiarire cosa accade in questa parte di Gallura, individuando i responsabili, se ci sono, e tutelando gli operatori che cercano di far navigare questa barca, la sanità, nonostante i continui sabotaggi e i colpi di fuoco amico».
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