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Olbia

L’Olbia calcio sui social anche in limba

di Paolo Ardovino
L’Olbia calcio sui social anche in limba

Accordo con Amistade: via alla comunicazione bilingue in italiano e in sardo

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OLBIA. «S’Olbia at a faeddare in sardu». Qualche post era apparso già nei giorni scorsi, da adesso l’Olbia calcio comunicherà attraverso i suoi canali social e ufficiali in due lingue. In italiano e in sardo. Quella dei contenuti bilingue non è una novità assoluta per società sportive dell’isola, ma l’idea dell’Olbia rappresenta un unicum: non contenuti sporadici ma ogni settimana almeno per tutta questa stagione. Un’azione di promozione della lingua sarda, resa possibile in sinergia con l’associazione Amistade.

Comunicare in sardo. Tutti i post sui social network e parte dei comunicati stampa sul sito appariranno in due lingue. Una decisione che il club olbiese, che milita in serie C, spiega come significativo passo verso la valorizzazione della lingua sarda e al quale faranno seguito ulteriori iniziative. Come appare nella nota ufficiale, “custu cheret essere unu primu passu, ind’unu caminu pensadu pro una créschida sotziale e culturale in su mundu sportivu de su logu, gratzias a sa limba sarda”. Lo spiega nel dettaglio Matteo Sechi, “mastru” di marketing e comunicazione dell’Olbia: «La lingua è, più di ogni altro, lo strumento che connota e pervade una cultura e il relativo senso di appartenenza ed è per questo che abbiamo voluto integrare la missione societaria di valorizzazione sportiva e professionale dei giovani del territorio con una comunicazione tesa a dimostrare come la lingua sarda sia ricca, viva e fruibile anche in ambito calcistico».

Lo studio sul lessico. Per farlo, il club si è affidato al supporto di un’altra realtà cittadina, l’associazione Amistade che da trent’anni si occupa di promozione della lingua e della cultura sarda. Uno degli obbiettivi è smarcare la lingua dai suoi ambiti canonici e da un uso che possa apparire come sola rievocazione. Parlare in sardo oggi e su temi di oggi è possibile: questa la sfida accettata. «Sin dal battesimo dell’associazione nel 1993 – spiega il presidente di Amistade, Mario Bua Capitta –, abbiamo cercato di plasmare un immaginario del nostro futuro che guardasse al mito e fosse allo stesso tempo innovativo». Dietro c’è un lungo studio. È stato deciso di adottare la grafia standard sperimentata dalla Regione e caratterizzarla con influssi di lessico olbiese. C’è anche un lessico calcistico da formare quasi ex novo. Innanzitutto, bisognerà farsi l’abitudine, non si gioca a calcio ma a «fuba». Non con la palla ma con la «bocia». Fare gol sarà compito del «tzentrale de atacu», e in mezzo al campo c’è il «mesanu».

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