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Olbia

A Olbia porto green, l’authority vuole spegnere le navi

Giandomenico Mele
A Olbia porto green, l’authority vuole spegnere le navi

Chiesti oltre 21 milioni di euro del Pnrr per dotare di energia elettrica le banchine. Il “cold ironing” permetterebbe di ridurre le emissioni e l’inquinamento acustico

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OLBIA. L’energia elettrica in banchina per trasformare i porti di Olbia e della Gallura in scali green. L’Autorità di sistema portuale della Sardegna (Adsp) avrebbe fatto richiesta per accedere alle risorse destinate alla portualità gallurese dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si punta tutto sul “cold ironing”, la tecnica che utilizza l’elettricità del porto per mantenere la nave funzionante durante la sosta in banchina. L’ultima stesura del decreto del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili (Mims) riporta l’elenco delle opere sui singoli porti che saranno finanziate, affiancate da quelle finora comparse nelle precedenti bozze del Pnrr. Le novità, se saranno confermate le linee guida contenute nella bozza, riguardano soprattutto Olbia, ma anche Golfo Aranci e Santa Teresa Gallura.

Le risorse. Nella bozza del Piano di ripartizione delle risorse, anticipata anche dal sito specializzato Shipping Italy, l’Adsp avrebbe presentato richiesta per ottenere 21,56 milioni di euro per l’impianto di alimentazione elettrica per le navi in sosta nel porto Isola Bianca di Olbia. Fondi che andrebbero a finanziare il fabbisogno per la medesima opera anche negli altri porti della Gallura: 2,4 milioni di euro per Golfo Aranci e 500mila euro per Santa Teresa Gallura. Il cold ironing è un processo che permette lo spegnimento dei motori navali durante l’ormeggio in porto. Il processo si basa sull’allacciamento dell’imbarcazione alla rete elettrica, così da poter spegnere i motori e azzerare le emissioni in porto. Ne beneficia la qualità dell’aria del centro abitato vicino al porto. Inoltre, si riduce l’inquinamento acustico generato dal funzionamento dei motori di bordo.

I costi. Il maggior limite del cold ironing è il suo alto costo di installazione. Infatti, tale tecnologia necessita sia dell’elettrificazione della banchina, che di un intervento diretto sulla nave per potersi allacciare alla rete. L’intervento sulla nave risulterà più oneroso se la nave è già costruita. I costi diminuiscono se la nave è in fase di costruzione o, meglio, se è in fase di progettazione. Per questo l’idea dell’Adsp è quella di intercettare le risorse, circa un miliardo complessivo, messe in campo dal Pnrr per sviluppare questo tipo di tecnologia in porto. Costi che difficilmente sosterrebbero i privati e che l’ente pubblico non si può permettere in tempi nei quali la pandemia ha ridotto fortemente gli introiti derivanti dai diritti portuali.

Gli interventi. Una volta ottenuto il via libera allo stanziamento delle risorse, l’Adsp del Mare di Sardegna, come le altre a livello nazionale, insieme alle Regioni, dovrebbero procedere all’esecuzione delle opere sulla base di “accordi procedimentali” da sottoscriversi col Mims, nei quali saranno anche definite “modalità e obblighi relativi all’attuazione e monitoraggio degli interventi e all’erogazione del contributo pubblico”. Prevista inoltre la possibilità di revoca in caso di mancata e tempestiva “assunzione di una obbligazione giuridicamente rilevante per l’affidamento dei lavori”. A proposito dell’iter del decreto, il ministro delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha spiegato che «questa settimana speriamo in una intesa in conferenza Stato-Regione sui 4 miliardi sui porti, sullo sviluppo dei green ports, banchine elettrificate e altro. Non c’era mai stato uno sforzo così».

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