Lottizzazione abusiva a Golfo Aranci, restano i sigilli alle dieci ville di Torre Terrata
Le lussuose costruzioni, del valore di 10 milioni di euro, sono nel mirino della Procura di Tempio
GOLFO ARANCI. Restano i sigilli per dieci delle undici lussuose abitazioni del complesso residenziale “Ville del golfo”, nella lottizzazione Torre Terrata Sottomonte, finite nel mirino della Procura di Tempio. Il tribunale del Riesame e il gip del tribunale di Tempio – a cui i difensori degli indagati avevano presentato istanza di dissequestro – hanno confermato il sequestro che era stato disposto a giugno dal gip Marco Contu su richiesta del procuratore Gregorio Capasso.
Lottizzazione abusiva è il reato contestato. Secondo l’accusa, si tratta di ville con cantine trasformate in residenza, patii chiusi con vetrate e aumenti di volumetrie del 30% rispetto alla costruzione originaria in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Per la Procura sarebbe stato realizzato un complesso edilizio radicalmente diverso da quello inizialmente progettato e autorizzato, con conseguente trasformazione urbanistica di un territorio di particolare pregio e per questo tutelato da vincolo paesaggistico. Una lottizzazione, sostiene la Procura, in parte ricadente in un’area a pericolosità idraulica molto elevata (hi4), che coincide con l’alveo di un torrente.
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:olbia:cronaca:1.40373282:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/olbia/cronaca/2021/06/09/news/sequestrate-11-ville-con-piscina-1.40373282]]
A mettere i sigilli alle ville con vista mozzafiato sulle acque di Golfo Aranci, erano stati l’8 giugno scorso, i carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio culturale (Tpc) di Cagliari. Valore dei beni sequestrati 10 milioni di euro.
Diciassette le persone indagate: il rappresentante legale della società proprietaria dei terreni, il rappresentante legale dell’impresa costruttrice, i progettisti e direttori dei lavori e i proprietari delle ville.
Ma i difensori degli indagati ribadiscono la regolarità delle opere eseguite. In particolare in relazione alle verande chiuse a pacchetto, previste, dice la difesa, dal regolamento edilizio del comune di Golfo Aranci. Per questo, alcuni legali annunciano che porranno nuovamente all’attenzione dei giudici la documentazione che conferma la legittimità, almeno parziale, delle costruzioni. (t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
