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Parcheggio impossibile e insulti, il turista dice addio alla città

Parcheggio impossibile e insulti, il turista dice addio alla città

TEMPIO. La vana e faticosa ricerca di un parcheggio può mettere in fuga i turisti. Lo fa capire l’esperienza raccontata da «un cittadino italiano che, ormai da molti anni, ama trascorrere in Sardegna...

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TEMPIO. La vana e faticosa ricerca di un parcheggio può mettere in fuga i turisti. Lo fa capire l’esperienza raccontata da «un cittadino italiano che, ormai da molti anni, ama trascorrere in Sardegna le proprie vacanze». «Ho sempre elogiato, con parenti e amici, l'ospitalità e la correttezza del popolo sardo – spiega in una lettera – Quanto accadutomi il 2 agosto, nella bella cittadina di Tempio Pausania, mi ha fatto ricredere, con tanta amarezza, sia sull'ospitalità sia sull’assenza degli addetti ai servizi d'ordine. Volevo visitare la celebre "Città di Pietra", come scrivono alcuni dépliant. Per prima cosa però dovevo trovare un parcheggio. Provenendo da Olbia ho optato per il parcheggio nel centro della città, nei pressi di una farmacia e un augusto porticato. Malgrado i miei tentativi non ho trovato posto. Addirittura non riuscivo più a trovare il varco d'uscita perché lo stesso era ostruito da alcune auto messe a sghimbescio. Dovendo fare retromarcia ho trovato dietro di me una fila di auto strombazzanti e, con molto imbarazzo, ho dovuto spiegare l'accaduto. Alcuni automobilisti mi hanno apostrofato dandomi del "continentale, cretino, incapace di guidare". Solo grazie alla cortesia di alcuni passanti, ho potuto fare retromarcia e uscire "indenne" dal quel "posteggio". Devo rilevare con amarezza che durante l'increscioso ed imbarazzante episodio, nonostante gli sguaiati strombazzamenti ed insulti di alcuni ineducati, non ho visto l'ombra di un vigile urbano, né di nessun altro rappresentante delle forze dell'ordine. Un vero peccato per una città che mi era stata illustrata tradizionalmente bella, ordinata, pulita e soprattutto molto ospitale verso il visitatore». Il turista conclude la lettera dicendo che ha dovuto rinunciare alla visita della città, ripartendo per altre destinazioni «con la speranza di trovare, in altri centri, migliore accoglienza e gentilezza». (a.m.)

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