«L’ospedale alla paralisi servono scelte rapide»
di Giuseppe Pulina
Nicola Tondini, consigliere comunale e medico, lancia un segnale d’allarme «La responsabilità della chiusura o ridimensionamento ricadrà su chi governa»
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TEMPIO . L’ospedale tiene banco. Una vertenza dalle soluzioni sempre più complicate, secondo Nicola Tondini, consigliere di minoranza, medico, quindi uno che più di altri può avere il polso della situazione. «In consiglio comunale se ne parla ma precisamente su nostra specifica richiesta – afferma –. Si tratta di un argomento che presenta una difficile soluzione, perciò si ovvia a questo semplicemente non individuando il problema e quindi non se ne parla. Poche parole, promesse vane e inevase e nessun atto concreto. Quali atti? Ho chiesto personalmente al sindaco di stilare un documento, in accordo con altri sindaci del Distretto sanitario, sulle criticità del Dettori e della medicina territoriale individuando le proposte di intervento, oltre a chiedergli, ironicamente più o meno, di portarmi con lui in conferenza sanitaria». Secondo Tondini, l’ospedale è vicino alla paralisi definitiva: «È – spiega – un’agonia, neppure tanto lenta». Possibile che gli interventi dell’assessore regionale Biancareddu non abbiano migliorato la situazione? «È sufficiente misurare. I servizi ai pazienti sono rimasti uguali, migliorati o peggiorati? Fermo restando che l’assessore non è il titolare del dicastero alla Sanità, ma fa comunque parte della giunta con cui condivide le scelte in materia sanitaria e non solo». Tondini spiega, dal punto di vista dell’opposizione, che cosa bisognerebbe fare: «Occorrono iniziative di natura politica e tecnica con un’analisi delle esigenze della popolazione mediante uno studio attento sia delle patologie presenti che dell’incremento della morbilità proponendo interventi correttivi e strutturali. Per poter correggere le inefficienze e le carenze è necessario misurare il sistema applicando la verifica di qualità dei servizi attualmente presenti e del loro effetto sulla popolazione». Sulla vertenza ospedale si sta giocando faccia e reputazione un’intera classe politica. Il medico consigliere esclude responsabilità dell’opposizione: «La responsabilità della chiusura del Dettori, o il netto ridimensionamento, ricadrà sulla maggioranza politica attuale che ha responsabilità di governo. Non avendo noi possibilità decisionale, non vedo come possiamo essere ritenuti responsabili di tale disfatta. Se almeno una decisione venisse presa». Ma arriveranno, prima o poi, i tanto attesi anestesisti? «Il punto – conclude Tondini – non è solo l’arrivo o meno degli anestesisti, che tra l’altro sarebbero dovuti arrivare, secondo le promesse, a febbraio. Gli anestesisti fanno parte di un’organizzazione sanitaria ospedaliera che prevede interventi chirurgici, terapia del dolore, supporto al servizio di emergenza, urgenza e altro. Servizi carenti o assenti allo stato attuale. Ci si focalizza su un punto carente, ma è la visione di insieme che è assente».
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