La Nuova Sardegna

Olbia

«Simbolo Costa Smeralda grave errore cambiarlo»

di Antonello Sechi
«Simbolo Costa Smeralda grave errore cambiarlo»

Claudio Miorelli contesta la decisione annunciata sabato all’assemblea «Il Consorzio è un’istituzione, non società di lucro. Quel marchio ha un valore»

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PORTO CERVO. «Quante rocce si dovranno sostituire per applicare il nuovo logo? O saranno mantenuti entrambi (originale e nuovo) creando una palese confusione in termini di immagine (eventualità decisamente sconsigliata dal marketing)?». Claudio Miorelli, il manager, ora in pensione, che ha seguito per 30 anni Karim Aga Khan nei progetti di sviluppo della Costa Smeralda, affida il suo sconcerto a Facebook, dopo aver appreso della decisione dell’assemblea ordinaria del Consorzio di modificare il simbolo grafico che dal 1962 identifica il nordest della Sardegna. Miorelli è un consorziato, come lo è l’Aga Khan, che del consorzio ha la tessera numero uno. È stato il prudente diplomatico del principe ismailita per gli affari sardi. Fa effetto che adesso manifesti sui social la propria contrarietà alla scelta del Consorzio, ora a maggioranza Qatar, accompagnando il suo post con la foto della roccia accanto alla quale si fanno fotografare da decenni molte migliaia di turisti di tutto il mondo. Il nuovo marchio è stato presentato sabato nell’assemblea ordinaria presieduta, in assenza del presidente Renzo Persico, dal vice Mario Ferraro (a.d. di Smeralda Holding). «Non mi interessa fare polemiche – risponde Miorelli quando gli si chiede di spiegare il suo sconcerto pubblico – ma è una cosa molto seria, estremamente seria. A suo tempo, noi un cambio di marchio lo abbiamo fatto con Alisarda che è diventata Meridiana: la compagnia aerea si apriva a nuovi mercati e c’era bisogno anche di una nuova immagine. Ma qui non siamo di fronte al simbolo di una società commerciale che cambia perché cambiano i tempi e ci sono esigenze di marketing: il Consorzio Costa Smeralda non è una società con scopo di lucro. Per il suo ruolo, è una istituzione. Il simbolo o logo o bandiera o vessillo di una istituzione non si dovrebbe cambiare senza una ragione seria». Quel simbolo, voluto da Karim Aga Khan e dagli altri soci fondatori, prosegue Miorelli, «è uno degli elementi fondamentali dell’atto costitutivo, che stabilisce le regole di uno sviluppo coordinato nel rispetto dell’ambiente. È un simbolo determinante di una destinazione turistica, ne garantisce l’immagine nel mondo e la continuità. Anche quando è stato aggiornato, John Lees (designer americano, ndr) non lo ha modificato ma lo ha associato ad alcuni colori». Per Miorelli, la modifica del simbolo storico non è solo «un grossolano errore» ma anche «un’offesa ai principi fondanti» della Costa Smeralda, oltre a un «tradimento dei consorziati, che avrebbero dovuto essere coinvolti». Domanda: il pensiero di Miorelli è lo stesso di Karim? L’ex manager si limita a una constatazione: «Il Principe è molto attento a ciò che succede in Costa Smeralda, la figlia è presidente dello Yacht club. Che, ad esempio, non ha mai cambiato il suo simbolo e quando ha fatto qualcosa di nuovo, come la fondazione One Ocean, l’ha distinto con un nuovo marchio. Aggiungo una cosa: di fronte ai terribili roghi di questo periodo, questa può sembrare una discussione fuori luogo tra ricchi. Non è così, la Costa Smeralda è un bene della Sardegna. A questo proposito, non so se l’abbiano fatto perché non sono nell’isola, ma il Consorzio Costa Smeralda dovrebbe farsi promotore di iniziative di solidarietà verso la gente e i luoghi colpiti dall’enorme tragedia degli incendi». Farà discutere.

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