A San Nicola un incendio minaccia le abitazioni
Gli abitanti inferociti: le fiamme partite da un terreno incolto con avanzi di cantiere e una vecchia gru
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OLBIA. Quella di ieri doveva essere una giornata a rischio sul fronte degli incendi, e così è stata. Di buon mattino, le fiamme sono divampate non in aperta campagna ma in città e, spinte dal forte vento di maestrale, si sono avvicinate pericolosamente alle abitazioni del quartiere periferico San Nicola. I vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente, l’incendio è stato spento e il pericolo scongiurato poco prima dell’ora di pranzo. Tutto a posto? Neanche per sogno. Cova sotto la cenere, infatti, la rabbia delle famiglie che abitano nel quartiere che, passata la paura per le fiamme davanti alla finestra, hanno protestato duramente per le condizioni di pericolo in cui si trova San Nicola, circondato da terreni incolti e con pezzi di giungla urbana proprio in mezzo alle case. In pratica, una polveriera.
Nel caso di ieri mattina, che ha fatto imbestialire gli abitanti, il problema è che l’incendio – doloso oppure no, ancora non è stato chiarito – con ogni probabilità è partito da un terreno incolto e incustodito del quartiere, che già in passato ha creato non pochi problemi agli abitanti. Si tratta, infatti, dello stesso terreno-cantiere in via Emanuela Loi dove tre anni fa il vento impetuoso aveva piegato pericolosamente una gru alta 25 metri al punto da costringere tredici famiglie di una palazzina ad abbandonare le abitazioni per ragioni di sicurezza. Era stata una vicenda paradossale che aveva fatto discutere a lungo. Gru e terreno-cantiere risultano ancora oggi (come allora) sotto sequestro perché al centro di un contenzioso legale senza fine e così nessuno provvede alla cura del verde. Il risultato, davanti agli occhi di tutti, è una distesa incolta di stoppie dorate, facile preda per le fiamme, alla faccia delle ordinanze comunali che impongono il taglio delle erbacce ai proprietari. Nei casi di inadempienza dovrebbe provvedere il Comune a rimuovere la situazione di pericolo, con spese a carico del proprietario del terreno. Naturalmente, nel caso di un contenzioso o, peggio, di un terreno sotto sequestro giudiziario, tutto diventa più complicato. Ma il fuoco non aspetta, come hanno potuto vedere ieri mattina (da vicino) gli abitanti di San Nicola.
Nel caso di ieri mattina, che ha fatto imbestialire gli abitanti, il problema è che l’incendio – doloso oppure no, ancora non è stato chiarito – con ogni probabilità è partito da un terreno incolto e incustodito del quartiere, che già in passato ha creato non pochi problemi agli abitanti. Si tratta, infatti, dello stesso terreno-cantiere in via Emanuela Loi dove tre anni fa il vento impetuoso aveva piegato pericolosamente una gru alta 25 metri al punto da costringere tredici famiglie di una palazzina ad abbandonare le abitazioni per ragioni di sicurezza. Era stata una vicenda paradossale che aveva fatto discutere a lungo. Gru e terreno-cantiere risultano ancora oggi (come allora) sotto sequestro perché al centro di un contenzioso legale senza fine e così nessuno provvede alla cura del verde. Il risultato, davanti agli occhi di tutti, è una distesa incolta di stoppie dorate, facile preda per le fiamme, alla faccia delle ordinanze comunali che impongono il taglio delle erbacce ai proprietari. Nei casi di inadempienza dovrebbe provvedere il Comune a rimuovere la situazione di pericolo, con spese a carico del proprietario del terreno. Naturalmente, nel caso di un contenzioso o, peggio, di un terreno sotto sequestro giudiziario, tutto diventa più complicato. Ma il fuoco non aspetta, come hanno potuto vedere ieri mattina (da vicino) gli abitanti di San Nicola.
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