La Nuova Sardegna

Olbia

Costa Smeralda, stop al nuovo marchio

di Antonello Sechi
Costa Smeralda, stop al nuovo marchio

Il Consorzio: «È una proposta in linea con i tempi, ma decideremo dopo esserci confrontati con tutti gli interessati»

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PORTO CERVO. Sul sito web e sui profili social del Consorzio Costa Smeralda è ricomparso lo storico simbolo, quello che dal 1963 identifica la fetta di Sardegna che Karim Aga Khan ha trasformato in uno dei luoghi di elezione del turismo internazionale di lusso e nel primo motore dell’industria sarda delle vacanze, un ruolo fondamentale che svolge anche adesso. Il nuovo logo, che doveva prenderne il posto, ha fatto un’apparizione fugace. Secondo la dirigenza del Consorzio Costa Smeralda a guida Qatar, dovrebbe rappresentare il salto nella modernità. Ma è stato sommerso di contestazioni e perplessità, comprese quelle dell’amministrazione comunale di Arzachena. I vertici della Costa Smeralda hanno così deciso di frenare: stop al nuovo marchio, in attesa di un confronto. Lo spiega Mario Ferraro, amministratore delegato della Smeralda Holding (la società che amministra hotel, porto, terreni e altre proprietà ex Aga Khan) e vicepresidente del Consorzio: «Siamo sensibili al parere dell’opinione pubblica, dei consorziati, dell’amministrazione comunale e del sindaco di Arzachena. Siamo consapevoli che il logo è patrimonio comune e intendiamo agire rispettando la sensibilità di tutti. Non abbiamo ancora deciso sull’implementazione del nuovo marchio. L’assemblea del Consorzio è stato un primo step. Ci incontreremo la prossima settimana con il sindaco e ne discuteremo. La decisione finale sarà presa dopo il confronto con gli stakeholder del territorio».

Il nuovo logo della Costa Smeralda è stato presentato il 31 luglio durante l’assemblea ordinaria del Consorzio Costa Smeralda. Nei giorni seguenti, ha sostituito il simbolo storico – che richiama un timone, la rosa dei venti e una pietra preziosa – nelle pagine della comunicazione online. «Il nuovo logo, rivisitazione del logo originale – spiegava il comunicato sull’esito dell’assemblea – nasce conservando le linee originali che sono state riempite per ottenere un’icona più armoniosa che abbia anche una migliore riconoscibilità e leggibilità su tutti i supporti. Il cerchio garantisce la continuità, mentre le geometrie che si intersecano accentuano la percezione di una pietra preziosa, un elegante diadema che nasce da un restyling ottenuto aggiungendo semplicemente il colore». La proposta del nuovo logo, spiega Ferraro, «fa parte dei programmi per il prossimo anno che, anche togliendo i voti di Smeralda Holding, sono stati approvati dall’87% dei presenti all’assemblea dei consorziati». E tra i sì al programma di interventi, aggiunge il manager, ci sono quelli del fratello dell’Aga Khan e di due società del principe ismailita che ha fondato la Costa Smeralda.

Il nuovo logo ha tuttavia scatenato una valanga di reazioni negative. Il simbolo storico è considerato un’icona dell’intero territorio e la sua sostituzione è stata vista come un attentato alla sua identità, oltre che come una sorta di “damnatio memoriae” di Karim Aga Khan, che resta il metro di paragone per chiunque investa in Costa Smeralda. Tra le reazioni più dure quella di Claudio Miorelli, uno dei manager che per decenni è stato più vicino all’Aga Khan a Porto Cervo e nella compagnia aerea Meridiana. Ha definito il cambio del marchio Costa Smeralda un errore madornale, sottolineando che il Consorzio «non è una società con scopo di lucro, ma un’istituzione». Concetto che ribadisce in una lunga lettera aperta inviata al presidente del Consorzio, Renzo Persico, e pubblicata sui social.

Ma tutto, al momento, lascia credere che non ci saranno “guerre di religione”. Mario Ferraro ricorda che «grandi società come la stessa Fiat o la Ferrari, per fare qualche esempio, hanno rivisto i loro marchi per restare al passo con i tempi» e che «l’obiettivo è lo stesso». Ma dice anche che il Consorzio vuole essere in sintonia «con i consorziati e con l’amministrazione comunale di Arzachena». Verranno «ascoltati con grande attenzione e si troverà un percorso condiviso».

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