La Nuova Sardegna

Olbia

Santa Teresa, no dell’opposizione a nuove concessioni alla Rena Bianca

La Rena Bianca, spiaggia urbana di Santa Teresa
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La Rena Bianca, spiaggia urbana di Santa Teresa

I consiglieri contro la decisione della Regione: «Un danno alla spiaggia e all’intero comparto turistico»

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SANTA TERESA. Il Gruppo consiliare di minoranza si schiera contro le due nuove concessioni balneari a Rena Bianca. Nei giorni scorsi è stata lanciata una petizione e una raccolta firme come protesta per la decisione della Regione.

«Indipendentemente da ciò che si sta facendo passare in questo momento da più parti bisogna partire da un fatto incontrovertibile: fino al 2021 La Rena Bianca aveva una sola concessione, ora scopriamo come molti altri lungunesi che a breve diventeranno tre – è il pensiero dei consiglieri Paolo Sardo, Tiziana Cirotto, Alessandro Alluttu e Andrea Ogno. Prima di esporvi i nostri dubbi di carattere tecnico è necessario fare qualche osservazione politica. Ci è sembrato di capire che la maggioranza attuale stia governando il paese senza conoscere cosa le succede intorno, o forse non è così? È per questo che ci domandiamo se l’amministrazione fosse al corrente della questione nelle sue diverse fasi; qual è la sua posizione in merito; se si impegna da questo momento, insieme ai cittadini, per far sì che questo scempio ai danni di Rena Bianca sia evitato».

I consiglieri ribadiscono che la Rena Bianca «è l’unica spiaggia urbana, crocevia di amori e amicizie, che diventa di fatto il privé di due strutture ricettive: il pubblico che soccombe al privato. Non possiamo accettare silenziosamente una situazione di questo genere. Come gruppo di minoranza consiliare siamo pronti a fare attivamente la nostra parte».

I consiglieri di opposizione ricordando che il Pul, il piano di utilizzo dei litorali varato dalla giunta Pisciottu e la precedente gestione del demanio in capo ai comuni «aveva protetto il litorale da nuove concessioni. Le norme di salvaguardia del Pul sono decadute a marzo e la Regione nella sua “infinita saggezza” ha pensato bene di togliere la gestione diretta dei litorali ai Comuni, svuotando gli uffici di ogni competenza. Ci chiediamo se anche la famosa relazione che fu commissionata nel 2015 sia effettivamente stata inviata all’ufficio Demanio insieme a tutte le altre carte. Il posizionamento delle due nuove concessioni da ciò che ci è dato sapere, sempre grazie alla relazione del 2015, va in contrasto con la stessa legge regionale» .

La minoranza fa riferimento all’articolo 19 in cui si riportano i litorali e le aree nelle quali non possono essere rilasciate concessione demaniali e tra queste ci sono sponde degli stagni e delle lagune nonché i tratti di arenile ai lati delle foci dei corsi d'acqua per un estensione non inferiore a 20 metri lineari. «Le suddette categorie devono essere inibite all'attività concessoria per la particolare importanza dal punto di vista naturalistico, paesaggistico, ambientale e per la salvaguardia della sicurezza e della salute pubblica».

Il gruppo di minoranza ritiene quindi che le due concessioni siano illegittime. «Inoltre, depurando la superficie della Rena Bianca dall'area occupata dalla fascia di rispetto dei 20 metri, la sua capacità ricettiva è pressoché saturata dalla concessione esistente. In ultimo non vanno sottovalutati i danni che potrebbe subire il comparto turistico teresino se la spiaggia vetrina del paese, la più conosciuta, dovesse ritrovarsi in una sorta di privatizzazione mascherata.


 

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