il caso rinaggiu
Deiana: «La città si impoverisce ma si pensa solo al Carnevale»
TEMPIO. Dal tribunale in odore di trasferimento al compendio di Rinaggiu dimenticato, è un’estate di passione quella che stanno vivendo, loro malgrado, i tempiesi. La polemica infuria su tutti i...
2 MINUTI DI LETTURA
TEMPIO. Dal tribunale in odore di trasferimento al compendio di Rinaggiu dimenticato, è un’estate di passione quella che stanno vivendo, loro malgrado, i tempiesi. La polemica infuria su tutti i fronti e non si limita alle pagine di giornale o alle piattaforme social. Il filo rosso che accomuna il dibattito è ancora una volta il carnevale, come se l’indigestione di coriandoli e frittelle avesse in qualche modo distratto la classe politica e l’amministrazione locale dai grandi progetti per il futuro della città. È il caso di Rinaggiu, dove il Comune in un primo tempo aveva spalancato le porte al grande progetto turistico e sportivo presentato da una cordata di investitori internazionali, ma che poi ha ceduto alla tentazione di un polo del divertimento para carnevalesco nell’area della Pischinaccia, attigua al compendio di Rinaggiu. Il risultato? Un probabile dietrofront degli investitori che lamentano poca chiarezza e incoerenza progettuale da parte degi amministratori.
L’avvocato tempiese Salvatore Deiana, rappresentante della cordata di investitori internazionali interessati al rilancio turistico di Rinaggiu, oggi affonda la lama nella ferita aperta. «Da cittadino prima che da professionista – dice – sono molto preoccupato per le notizie apparse in questi giorni sulla Nuova Sardegna, dalle quali emerge con chiarezza quale è la china che sta prendendo la città di Tempio. Infatti, c’è da avere grandi motivi di preoccupazione di fronte a uno scenario che oggi vede Tempio correre il rischio di perdere le sue due strutture di servizio più importanti, cioè l’ospedale e il tribunale, mentre la priorità nell’agenda politica sembra essere il prossimo carnevale che oltretutto, vista la perdurante situazione pandemica, non si sa neanche se potrà essere svolto».
«Non vorrei – aggiunge l’avvocato Deiana – che la definizione apparsa su un organo di informazione nazionale che identifica Tempio come una città festaiola sia sinonimo di dismissione di ogni altra scelta amministrativa. Questo perché l’essere festaioli sarà anche gradevole, ma esserlo a discapito delle strutture e dei servizi portanti e qualificanti della città è assolutamente inaccettabile. Così come è inaccettabile tergiversare in ordine a scelte di importanza decisiva per la città di Tempio, mentre tutto il resto va in rovina».
Il riferimento è evidentemente anche al progetto di valorizzazione di Rinaggiu, oggi tristemente dimenticato, che vede proprio Salvatore Deiana direttamente coinvolto dal punto di vista professionale. «La difesa degli uffici importanti – conclude l’avvocato – deve passare attraverso un rilancio economico e sociale della città che non può identificarsi solo con l’incremento delle tendenze festaiole. Anche perché, in realtà, così facendo, ci sarebbe davvero ben poco da festeggiare».(m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’avvocato tempiese Salvatore Deiana, rappresentante della cordata di investitori internazionali interessati al rilancio turistico di Rinaggiu, oggi affonda la lama nella ferita aperta. «Da cittadino prima che da professionista – dice – sono molto preoccupato per le notizie apparse in questi giorni sulla Nuova Sardegna, dalle quali emerge con chiarezza quale è la china che sta prendendo la città di Tempio. Infatti, c’è da avere grandi motivi di preoccupazione di fronte a uno scenario che oggi vede Tempio correre il rischio di perdere le sue due strutture di servizio più importanti, cioè l’ospedale e il tribunale, mentre la priorità nell’agenda politica sembra essere il prossimo carnevale che oltretutto, vista la perdurante situazione pandemica, non si sa neanche se potrà essere svolto».
«Non vorrei – aggiunge l’avvocato Deiana – che la definizione apparsa su un organo di informazione nazionale che identifica Tempio come una città festaiola sia sinonimo di dismissione di ogni altra scelta amministrativa. Questo perché l’essere festaioli sarà anche gradevole, ma esserlo a discapito delle strutture e dei servizi portanti e qualificanti della città è assolutamente inaccettabile. Così come è inaccettabile tergiversare in ordine a scelte di importanza decisiva per la città di Tempio, mentre tutto il resto va in rovina».
Il riferimento è evidentemente anche al progetto di valorizzazione di Rinaggiu, oggi tristemente dimenticato, che vede proprio Salvatore Deiana direttamente coinvolto dal punto di vista professionale. «La difesa degli uffici importanti – conclude l’avvocato – deve passare attraverso un rilancio economico e sociale della città che non può identificarsi solo con l’incremento delle tendenze festaiole. Anche perché, in realtà, così facendo, ci sarebbe davvero ben poco da festeggiare».(m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
