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Olbia

gli indagati 

Il tribunale del Riesame: «Non c’è stata turbativa d’asta»

OLBIA. La gara per la vendita dei beni all’asta pubblica non è mai stata bandita. Essendo mancata l’indizione di una gara da parte della procedura concorsuale non è configurabile il reato di turbata...

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OLBIA. La gara per la vendita dei beni all’asta pubblica non è mai stata bandita. Essendo mancata l’indizione di una gara da parte della procedura concorsuale non è configurabile il reato di turbata libertà degli incanti in relazione alle condotte contestate, tra gli altri, anche a Gavino Docche». In poche parole, il patron del Geovillage Gavino Docche non può essere accusato di turbativa d’asta perché la gara per la vendita del compendio di zona industriale non è mai stata bandita. È uno dei passaggi senza dubbio importanti per la difesa dell’imprenditore, ma anche degli altri indagati coinvolti nell’inchiesta sul Geovillage, contenuti nelle motivazioni depositate qualche giorno fa dal tribunale del Riesame di Sassari. Il collegio – presidente Elena Meloni, a latere Mauro Pusceddu e Valentina Nuvoli – nel giugno scorso avevano revocato gli arresti domiciliari a Gavino Docche e a suo figlio Fabio (che ha gestito il complesso immobiliare fino al 31 dicembre 2020), sostituendoli con una misura più leggera: i due imprenditori non potranno esercitare attività di impresa e ricoprire incarichi direttivi per un anno. Il Riesame ha ritenuto invece configurabile il reato 353 bis che ipotizza condotte tese a turbare il procedimento amministrativo volto a predisporre il bando di gara. Padre e figlio sono accusati in concorso col direttore del Cipnes, Aldo Carta (sospeso dalle funzioni per un anno), e del notaio romano Vittorio Occorsio (nessuna misura), di turbativa d’asta per aver ostacolato con varie condotte – questa l’accusa del procuratore Gregorio Capasso e del sostituto Mauro Lavra – la regolare vendita all’asta fallimentare del Geovillage, con l’obiettivo di riportare il compendio nelle mani della famiglia Docche. Gli arresti domiciliari erano scattati il 10 maggio insieme al sequestro del Geovillage, successivamente dissequestrato dalla Procura e restituito alla curatela fallimentare.

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