La pediatra va in pensione 850 bambini senza medico
di Paolo Ardovino
I genitori costretti a rivolgersi al pronto soccorso, guardia medica e consultorio L’allarme di un papà: mia figlia curata in privato. L’Assl: presto l’assegnazione
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OLBIA. La pediatra è andata in pensione e nell’attesa dell’arrivo di un nuovo medico non resta che sperare che i piccoli pazienti non stiano male. Più che un appello polemico, è un allarme preoccupato quello che lancia il genitore di una bambina di due anni e che coinvolge più di ottocento minori. Adesso per qualsiasi cosa è necessario rivolgersi al pronto soccorso o alla guardia medica, in questo periodo dell’anno particolarmente impegnate, e all’orizzonte ancora non si vede un sostituto del medico uscente. Dalla Assl di Olbia, comunque, tranquillizzano: «La nuova assegnazione non tarderà ad arrivare».
Il disagio. «La pediatra è andata in pensione e noi ci ritroviamo scoperti», spiega Fabio Spano, padre della bimba. La protagonista indiretta è la dottoressa Marina Beccu. «In queste settimane mi sono mosso al telefono e con mail per capire dalla Assl i tempi, ma mi è stato risposto che bisogna ancora attendere». Il fatto è, racconta il genitore, «che la dottoressa assisteva più di 850 bambini». Un bacino decisamente notevole e che ora si ritrova scoperto. «Chi ha figli in età adolescenziale sta riuscendo a spostarli dal medico di base di famiglia – dice Fabio – ma chi ha figli davvero piccoli non può. La mia, che ha quasi due anni, ha avuto un problema respiratorio per cui l’ho dovuta portare da un privato che ha prescritto determinate analisi che ora dovrò richiedere ancora privatamente o provando al pronto soccorso».
Al Pronto soccorso. La questione è proprio questa: da poco più di un mese, cioè dal pensionamento della pediatra, chi ha necessità di cure è chiamato a passare per il Pronto soccorso, la guardia medica o il consultorio. «Questo vale ovviamente per ogni situazione – fa notare Fabio Spano –, può trattarsi di un caso serio, così come di qualcosa di banale». E affollare così spazi che d’estate sono già messi a dura prova dal numero di utenti. Mentre il genitore lamenta assenza di risposte certe, l’Assl di Olbia fa sapere che si sta muovendo da giugno proprio per trovare una soluzione, quantomeno temporanea, per le tante famiglie.
Un nuovo pediatra. In vista del pensionamento della pediatra, dicono dall’azienda sanitaria, già il 17 giugno era stato pubblicato un primo avviso di bando per reclutare un sostituto con ambulatorio a Olbia. Si ricercava un pediatra di libera scelta con la proposta di un contratto a tempo determinato della durata di un anno in attesa di un’eventuale sede definitiva. «Ma il bando è andato deserto – dice l’Assl –. Così, si è provveduto a un’altra pubblicazione, il 23 luglio. Il bando è scaduto la scorsa settimana e la buona notizia è che questa volta alcuni medici hanno risposto. Adesso è in corso la valutazione dei titoli e i tempi non dovrebbero essere lunghi per arrivare all’assegnazione dell’incarico».
La difficoltà generalizzata di Olbia, fanno sapere, è che in casi come questo è anche difficile poter passare gli assistiti di un pediatra uscente a uno ancora in attività. In molti sul territorio risultano essere “massimalisti”, cioè con una soglia massima di pazienti già raggiunta e che non permette ulteriori aggiunte. Ma la risoluzione in questo caso sembrerebbe essere vicina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il disagio. «La pediatra è andata in pensione e noi ci ritroviamo scoperti», spiega Fabio Spano, padre della bimba. La protagonista indiretta è la dottoressa Marina Beccu. «In queste settimane mi sono mosso al telefono e con mail per capire dalla Assl i tempi, ma mi è stato risposto che bisogna ancora attendere». Il fatto è, racconta il genitore, «che la dottoressa assisteva più di 850 bambini». Un bacino decisamente notevole e che ora si ritrova scoperto. «Chi ha figli in età adolescenziale sta riuscendo a spostarli dal medico di base di famiglia – dice Fabio – ma chi ha figli davvero piccoli non può. La mia, che ha quasi due anni, ha avuto un problema respiratorio per cui l’ho dovuta portare da un privato che ha prescritto determinate analisi che ora dovrò richiedere ancora privatamente o provando al pronto soccorso».
Al Pronto soccorso. La questione è proprio questa: da poco più di un mese, cioè dal pensionamento della pediatra, chi ha necessità di cure è chiamato a passare per il Pronto soccorso, la guardia medica o il consultorio. «Questo vale ovviamente per ogni situazione – fa notare Fabio Spano –, può trattarsi di un caso serio, così come di qualcosa di banale». E affollare così spazi che d’estate sono già messi a dura prova dal numero di utenti. Mentre il genitore lamenta assenza di risposte certe, l’Assl di Olbia fa sapere che si sta muovendo da giugno proprio per trovare una soluzione, quantomeno temporanea, per le tante famiglie.
Un nuovo pediatra. In vista del pensionamento della pediatra, dicono dall’azienda sanitaria, già il 17 giugno era stato pubblicato un primo avviso di bando per reclutare un sostituto con ambulatorio a Olbia. Si ricercava un pediatra di libera scelta con la proposta di un contratto a tempo determinato della durata di un anno in attesa di un’eventuale sede definitiva. «Ma il bando è andato deserto – dice l’Assl –. Così, si è provveduto a un’altra pubblicazione, il 23 luglio. Il bando è scaduto la scorsa settimana e la buona notizia è che questa volta alcuni medici hanno risposto. Adesso è in corso la valutazione dei titoli e i tempi non dovrebbero essere lunghi per arrivare all’assegnazione dell’incarico».
La difficoltà generalizzata di Olbia, fanno sapere, è che in casi come questo è anche difficile poter passare gli assistiti di un pediatra uscente a uno ancora in attività. In molti sul territorio risultano essere “massimalisti”, cioè con una soglia massima di pazienti già raggiunta e che non permette ulteriori aggiunte. Ma la risoluzione in questo caso sembrerebbe essere vicina.
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