Moto d’acqua in fiamme, tre feriti
di Tiziana Simula
Cugnana. In ospedale un uomo e due ragazzine, tutti tedeschi. Una, grave, soccorsa con l’elicottero
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OLBIA. La colonna di fumo nerissima visibile da mare e da terra ha fatto scattare immediatamente l’allarme e la mobilitazione dei soccorsi da parte della Capitaneria di porto di Olbia: una moto d’acqua ha preso fuoco, ieri sera, nel golfo di Cugnana. A bordo erano in tre, tutti di nazionalità tedesca, probabilmente parenti tra loro: un uomo di 45 anni e due ragazzine adolescenti. Tutti e tre sono rimasti feriti dopo essere stati sbalzati dal mezzo che è esploso. Una 14enne in modo più grave, tanto da rendere necessario l’intervento dell’elisoccorso del 118 di Olbia che l’ha trasportata all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Ha riportato un trauma al bacino e la rottura del femore.
Gli altri due sono rimasti feriti lievemente. Sono stati caricati sulle ambulanze e trasportati all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia per accertamenti.
Da una prima ricostruzione dell’incidente eseguita dagli uomini della Capitaneria di porto, la moto d’acqua – che era privata – si sarebbe auto incendiata. Il mezzo avvolto dalle fiamme è stato notato da lontano da diverse persone che hanno immediatamente allertato i soccorsi: ad avvistare l’incendio e la lunga colonna di fumo, una persona che navigava poco distante a bordo di un gommone, il bagnino di una spiaggia vicina e un automobilista.
L’allarme alla sala operativa della Capitaneria è arrivata tramite il numero di emergenza nazionale 15.30. Immediatamente sono partiti i soccorsi da parte della guardia costiera e degli operatori del 118. L’incidente non ha provocato inquinamento in mare. Le fiamme hanno completamente distrutto la moto d’acqua che è poi affondata. I mezzi della Capitaneria hanno pattugliato a lungo il tratto di mare senza riscontrare tracce di inquinamento dovuto al carburante che, sicuramente, si è consumato con l’incendio.
Quello di ieri è l’ennesimo incidente avvenuto dall’inizio dell’estate nelle acque della Gallura. Solo due giorni fa, uno skipper sassarese, Gianfranco Giuseppe Mario Cuccu, di 70 anni, ha rischiato di perdere un piede dopo essere stato ferito dall’elica del catamarano da cui si era tuffato. Qualche giorno fa, una coppia di turisti di Lodi è rimasta ustionata a causa dell’esplosione del motore di un gommone preso a noleggio mentre navigavano davanti alla spiaggia di Spalmatore di terra, nell’isola di Tavolara. La stagione turistica si era aperta drammaticamente il 29 maggio con la collisione tra un motoscafo e una barca a vela avvenuta a Portisco, costata la vita ad Alberto Filosi, 69 anni, di Legnano. Lo skipper era stato travolto e ucciso dalla barca a motore.
Gli altri due sono rimasti feriti lievemente. Sono stati caricati sulle ambulanze e trasportati all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia per accertamenti.
Da una prima ricostruzione dell’incidente eseguita dagli uomini della Capitaneria di porto, la moto d’acqua – che era privata – si sarebbe auto incendiata. Il mezzo avvolto dalle fiamme è stato notato da lontano da diverse persone che hanno immediatamente allertato i soccorsi: ad avvistare l’incendio e la lunga colonna di fumo, una persona che navigava poco distante a bordo di un gommone, il bagnino di una spiaggia vicina e un automobilista.
L’allarme alla sala operativa della Capitaneria è arrivata tramite il numero di emergenza nazionale 15.30. Immediatamente sono partiti i soccorsi da parte della guardia costiera e degli operatori del 118. L’incidente non ha provocato inquinamento in mare. Le fiamme hanno completamente distrutto la moto d’acqua che è poi affondata. I mezzi della Capitaneria hanno pattugliato a lungo il tratto di mare senza riscontrare tracce di inquinamento dovuto al carburante che, sicuramente, si è consumato con l’incendio.
Quello di ieri è l’ennesimo incidente avvenuto dall’inizio dell’estate nelle acque della Gallura. Solo due giorni fa, uno skipper sassarese, Gianfranco Giuseppe Mario Cuccu, di 70 anni, ha rischiato di perdere un piede dopo essere stato ferito dall’elica del catamarano da cui si era tuffato. Qualche giorno fa, una coppia di turisti di Lodi è rimasta ustionata a causa dell’esplosione del motore di un gommone preso a noleggio mentre navigavano davanti alla spiaggia di Spalmatore di terra, nell’isola di Tavolara. La stagione turistica si era aperta drammaticamente il 29 maggio con la collisione tra un motoscafo e una barca a vela avvenuta a Portisco, costata la vita ad Alberto Filosi, 69 anni, di Legnano. Lo skipper era stato travolto e ucciso dalla barca a motore.
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