«Dopo Medicina rischia la chiusura il Pronto soccorso»
La Maddalena. Il consigliere Meloni lancia l’allarme in aula «Oggi al lavoro un medico e mezzo, non si gioca con la vita»
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LA MADDALENA . Il reparto di Medicina dell’ospedale Paolo Merlo resta chiuso nel silenzio generale della politica. Il provvedimento temporaneo firmato dal direttore medico della Assl Olbia, Elvira Solinas, dura da 36 giorni. E adesso a rischio c’è anche il Pronto soccorso. L’allarme e la preoccupazione hanno risuonato nell’aula del consiglio regionale con le parole del consigliere del Partito democratico, Giuseppe Meloni. L’esponente dem usa i numeri per raccontare tutta la drammaticità della sanità isolana. Non che le cose a Olbia o Tempio vadano meglio, ma la condizione di insularità della Maddalena, la mette in una situazione di grandissimo disagio, ancora di più in un momento in cui ci sono migliaia di turisti. «Il Pronto soccorso di Olbia sta scoppiando – denuncia in consiglio regionale Meloni –. Su un territorio in cui non sono state aperte nemmeno le guardie turistiche, su 17 medici sono operativi 8. In quello di Tempio 3 su 8 e in quello del Paolo Merlo è in servizio un medico e mezzo, un ultra 68enne più uno con la 104. Per coprire i turni alla Maddalena vanno i medici di Olbia dopo aver smontato al Giovanni Paolo II e arrivano a fare anche 18 ore di servizio. La stessa emergenza viene vissuta dal personale infermieristico. Se la situazione non dovesse cambiare il Pronto soccorso maddalenino rischia la chiusura. Non basta che da oltre un mese sia stato chiuso il reparto di Medicina e i pazienti isolani che hanno necessità di un ricovero devono rivolgersi a Olbia, Tempio o Sassari». Meloni non usa mezzi termini e punta il dito contro le promesse della Regione che tra l’altro, proprio alla Maddalena, fece il pieno di voti alle elezioni con una campagna elettorale contro le scelte sanitarie della giunta Pigliaru assicurando Punto nascita e potenziamento dell’ospedale. «Due mesi fa i sindaci riuniti in conferenza socio-sanitaria, guidati dal primo cittadino di Arzachena, che di certo non è un sindaco comunista, hanno dichiarato lo stato di emergenza – conclude Meloni –. Il 21 giugno sono stati promessi 8 anestesisti per Olbia e un generale cambio di passo. Dopo 51 giorni la situazione è la stessa. Cosa aspetta la Regione a intervenire? Che ci scappi il morto?.L’assessore promette e non mantiene e si gioca alla roulette russa con la vita delle persone».
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