Trasferita a Sassari la pm del caso Grillo
di Tiziana Simula
Laura Bassani è passata alla Procura dei minori. L’allarme del procuratore Capasso: ora solo due magistrati a Tempio
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TEMPIO. La Procura di Tempio sempre più sguarnita di magistrati. L’ultimo duro colpo a una pianta organica già sottodimensionata e in grave sofferenza è arrivata col trasferimento (su sua richiesta) alla Procura dei minori di Sassari del pm Laura Bassani che ha affiancato il procuratore Gregorio Capasso nell’inchiesta sul caso Grillo (e in quella sui contagi Covid in Costa Smeralda nell’estate 2020, tanto per citare quelle balzate alla cronaca nazionale). Un passaggio avvenuto da un giorno all’altro – la comunicazione è arrivata il 3 agosto e il pm ha preso possesso del nuovo ufficio di Sassari il giorno successivo – che sta creando non poche difficoltà alla Procura tempiese che, con un pm in meno, viene ulteriormente indebolita, considerata la già grave carenza in pianta organica dei magistrati. Attualmente quelli effettivi in servizio sono solo due (un terzo è in congedo).
«Per noi è una perdita importante sotto il profilo umano e professionale anche se auguro alla collega tutto il bene possibile», dice il procuratore Capasso, fortemente preoccupato per le condizioni di emergenza in cui dovrà operare la Procura che guida ormai da tre anni. Una situazione insostenibile che mette in allarme l’ufficio che ha un carico di lavoro enorme e molti processi impegnativi. Turni di reperibilità e udienze che dovevano essere seguiti dalla Bassani dovranno ora essere redistribuiti tra i pochi magistrati al lavoro. A rischio perfino la presenza dei pm alle udienze. «In questa insostenibile situazione – spiega Capasso – da settembre sarà difficile persino garantire la partecipazione del pm alle udienze, tenuto conto che anche i magistrati onorari sono solo tre sui sette previsti nella proposta ministeriale di rideterminazione degli organici della magistratura onoraria. Alla luce di queste emergenze avevo richiesto formalmente di posticipare il trasferimento della collega in modo che potesse definire almeno una parte del carico di procedimenti a lei assegnato e di provare a chiudere i processi più importanti da lei trattati». Ma il 31 luglio sulla Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il decreto ministeriale di trasferimento e dal 4 agosto la Bassani è a Sassari.
Ciò che balza all’occhio è che nulla è cambiato sul fronte degli organici negli ultimi anni benché avesse chiesto rinforzi fin da subito. «Dopo il mio insediamento avevo immediatamente trasmesso agli organi competenti del Ministero, al Csm e alla Procura Generale una serie interminabile di relazioni riguardanti la situazione, a dir poco precaria, del mio ufficio giudiziario – prosegue Capasso – con specifico riferimento ai magistrati in servizio, al personale amministrativo - attualmente 13 in servizio rispetto ai 21 previsti dalla già modestissima dotazione organica - e alla sede dell'ufficio. E oggi devo rilevare, purtroppo, che, in riferimento ai magistrati in servizio, così come per il personale amministrativo, la situazione non è in alcun modo cambiata. Anzi». E con questo trasferimento salteranno anche le ferie del procuratore.
L’unica possibile soluzione allo stato di emergenza attuale è ricorrere alle applicazioni distrettuali ed extra distrettuali «per garantire, quantomeno, una sana e corretta gestione dei ruoli, oltre ai turni di reperibilità e alle udienze – rimarca Capasso – Provvederò immediatamente a fare le richieste e sono convinto che sia il Procuratore generale e soprattutto il Consiglio superiore della magistratura daranno corso alle nostre richieste».
«Per noi è una perdita importante sotto il profilo umano e professionale anche se auguro alla collega tutto il bene possibile», dice il procuratore Capasso, fortemente preoccupato per le condizioni di emergenza in cui dovrà operare la Procura che guida ormai da tre anni. Una situazione insostenibile che mette in allarme l’ufficio che ha un carico di lavoro enorme e molti processi impegnativi. Turni di reperibilità e udienze che dovevano essere seguiti dalla Bassani dovranno ora essere redistribuiti tra i pochi magistrati al lavoro. A rischio perfino la presenza dei pm alle udienze. «In questa insostenibile situazione – spiega Capasso – da settembre sarà difficile persino garantire la partecipazione del pm alle udienze, tenuto conto che anche i magistrati onorari sono solo tre sui sette previsti nella proposta ministeriale di rideterminazione degli organici della magistratura onoraria. Alla luce di queste emergenze avevo richiesto formalmente di posticipare il trasferimento della collega in modo che potesse definire almeno una parte del carico di procedimenti a lei assegnato e di provare a chiudere i processi più importanti da lei trattati». Ma il 31 luglio sulla Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il decreto ministeriale di trasferimento e dal 4 agosto la Bassani è a Sassari.
Ciò che balza all’occhio è che nulla è cambiato sul fronte degli organici negli ultimi anni benché avesse chiesto rinforzi fin da subito. «Dopo il mio insediamento avevo immediatamente trasmesso agli organi competenti del Ministero, al Csm e alla Procura Generale una serie interminabile di relazioni riguardanti la situazione, a dir poco precaria, del mio ufficio giudiziario – prosegue Capasso – con specifico riferimento ai magistrati in servizio, al personale amministrativo - attualmente 13 in servizio rispetto ai 21 previsti dalla già modestissima dotazione organica - e alla sede dell'ufficio. E oggi devo rilevare, purtroppo, che, in riferimento ai magistrati in servizio, così come per il personale amministrativo, la situazione non è in alcun modo cambiata. Anzi». E con questo trasferimento salteranno anche le ferie del procuratore.
L’unica possibile soluzione allo stato di emergenza attuale è ricorrere alle applicazioni distrettuali ed extra distrettuali «per garantire, quantomeno, una sana e corretta gestione dei ruoli, oltre ai turni di reperibilità e alle udienze – rimarca Capasso – Provvederò immediatamente a fare le richieste e sono convinto che sia il Procuratore generale e soprattutto il Consiglio superiore della magistratura daranno corso alle nostre richieste».
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