Laboratorio analisi chiuso altro disagio per l’ospedale
La Maddalena. Le opposizioni consiliari contro l’ennesimo danno alla sanità «Inutile che il sindaco tuoni contro di noi, se la prenda con la Regione sua amica»
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LA MADDALENA . Si allunga l’elenco di disagi all’ospedale Paolo Merlo. Chiuso il reparto di Medicina da quasi 40 giorni; mancano gli anestesisti da novembre 2020; il Pronto soccorso ha un medico e mezzo a cui si sono aggiunti due medici militari. E adesso chiude il laboratorio analisi, declassato a Punto prelievi. Per i risultati bisogna aspettare alcuni giorni, il tempo che i laboratori di Olbia e Tempio processino i campioni di sangue inviati. Una situazione che sta creando molti disagi nella gestione delle emergenze al Pronto soccorso. Le opposizioni consiliari, stanche di aspettare l’esito delle interlocuzioni del sindaco con la Regione, attese da un mese, vanno all’attacco. «Chi ne paga le conseguenze? Ovviamente noi maddalenini, oltre che i vacanzieri che spesso, messi a conoscenza della mancanza di un ospedale che possa garantire un’adeguata assistenza sanitaria, preferiscono dirottare le loro vacanze altrove – sono le parole dei consiglieri Rosanna Giudice, Annalisa Gulino, Manila Salvati e Alberto Mureddu –. Il Pronto soccorso, provvisoriamente rimpinguato di due medici militari, non sembra reggere l’urto della disorganizzazione e della pressione estiva, nonostante il grande impegno di medici e infermieri. Il personale sanitario ormai da troppo tempo, non è messo nelle condizioni di operare in serenità, sottoposto a turni estenuanti, sballottato da un reparto all’altro. Pensiamo sia più che comprensibile che, molti, vogliano fuggire da una condizione non più sostenibile, da quello che considerano l’inferno e, per questo, tacciati di mancanza di amore per il proprio paese o per la città che gli ha garantito un posto di lavoro. Strumentalmente, viene data a loro la responsabilità della chiusura dei reparti da chi, in realtà, dovrebbe garantire il buon funzionamento della sanità».
Mai convocato, in barba al regolamento, il consiglio comunale aperto chiesto dalle opposizioni all’indomani della chiusura di Medicina. «Un’assoluta mancanza di rispetto, non solo del regolamento e dei gruppi di opposizione, ma soprattutto dei cittadini». Le minoranze si rivolgono poi a Lai. «Sindaco, un silenzio assordante il suo: da lei nessuna notizia confortante sul nostro ospedale, nessuna proposta da mettere in campo sui tavoli regionali su un progetto di sanità che funzioni. Non è più tempo delle manifestazioni di piazza o della mediazione. La sua azione politica sui tavoli regionali, se c’è stata, non ha sortito alcun positivo effetto. Può tuonare quanto vuole contro di noi, ma dovrebbe tuonare contro una Regione matrigna che ha fatto figli e figliastri: la sua comunità è stata tradita. Lei, sindaco, e chi le stava accanto quando era all’ opposizione, si è dimenticato delle battaglie per l’ospedale. Vi siete dimenticati di essere sempre padri, madri, figli».
Mai convocato, in barba al regolamento, il consiglio comunale aperto chiesto dalle opposizioni all’indomani della chiusura di Medicina. «Un’assoluta mancanza di rispetto, non solo del regolamento e dei gruppi di opposizione, ma soprattutto dei cittadini». Le minoranze si rivolgono poi a Lai. «Sindaco, un silenzio assordante il suo: da lei nessuna notizia confortante sul nostro ospedale, nessuna proposta da mettere in campo sui tavoli regionali su un progetto di sanità che funzioni. Non è più tempo delle manifestazioni di piazza o della mediazione. La sua azione politica sui tavoli regionali, se c’è stata, non ha sortito alcun positivo effetto. Può tuonare quanto vuole contro di noi, ma dovrebbe tuonare contro una Regione matrigna che ha fatto figli e figliastri: la sua comunità è stata tradita. Lei, sindaco, e chi le stava accanto quando era all’ opposizione, si è dimenticato delle battaglie per l’ospedale. Vi siete dimenticati di essere sempre padri, madri, figli».
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