Santa Teresa, pietre dei muretti storici per fermare gli ombrelloni
Sul lido protetto di zia Colomba la pratica quotidiana dei turisti. I volontari: «Una spoliazione incontrollata, la sabbia si sta mescolando alla terra»
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SANTA TERESA. Alla lista dei cafoni-incivili da spiaggia, in grande spolvero questa estate e dediti al furto di sabbia, gigli di mare, stelle marine e conchiglie, si aggiungono i demolitori di muretti storici. Ad averne la triste paternità è la spiaggia di Zia Colomba, nell’area marina protetta e zona sito di interesse comunitario di Capo Testa. Sul lido si trovano le antiche colonne romane e alle spalle gli antichi muretti di pietra a secco che separano la sabbia bianca dalla terra nera. Piano piano le pietre sono state asportate e per una motivazione davvero “nobile”. Puntellare asciugamani e ombrelloni per impedire che vengano portati via dal vento. L’associazione Capo Testa Republic, gruppo di volontari innamorati della penisola protetta e sempre attenti alla sua tutela, dopo aver visto lo scempio quotidiano, con pietre sparse ovunque per il litorale e muretti sempre più scarni, hanno sistemato un cartello. “Vietato prelevare le pietre del muretto a secco anche se in terra. Per gli ombrelloni munirsi di picchetti”.
«Passeggiare per la spiaggia di zia Colomba è come attraversare i Fori romani dopo il passaggio di un'orda barbara – spiegano dall’associazione –. Pietre prelevate dall'antico muretto a secco retrostante per ancorare gli ombrelloni sollecitati dal vento, per stendere teli o per creare opere pseudo artistiche o architettoniche, e lasciate lì, come ruderi in rovina, tristi come aratri in mezzo alla maggese, nella spiaggia mezzo bianca e mezzo nera». I muretti, ricordano dalla Capo Testa republic, sono però un bene da preservare con cura per tanti motivi. «Storici, sociali e soprattutto ambientali, non per nulla sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Da quando è in atto questa spoliazione incontrollata, la sabbia infatti si sta mescolando con la terra e la vegetazione, ormai prive di argini».
Dall’associazione viene lanciato l’appello. «Per favore, non utilizzate quelle pietre, lasciatele al loro posto, anche perché si rischiano gravi sanzioni, e armatevi invece di picchetti da tenda, di picchetti a vite per ombrelloni e di cordicelle, che sono più leggeri e soprattutto rispettano ambiente e storia».
Ma non tutti i turisti, ripresi magari dai residenti o dai volontari, hanno gradito il divieto di non prendere le pietre dai muretti. Alla cordiale richiesta di non asportare le pietre dai muretti uno ha risposto: “Ma manco ar colosseo!”.
«Passeggiare per la spiaggia di zia Colomba è come attraversare i Fori romani dopo il passaggio di un'orda barbara – spiegano dall’associazione –. Pietre prelevate dall'antico muretto a secco retrostante per ancorare gli ombrelloni sollecitati dal vento, per stendere teli o per creare opere pseudo artistiche o architettoniche, e lasciate lì, come ruderi in rovina, tristi come aratri in mezzo alla maggese, nella spiaggia mezzo bianca e mezzo nera». I muretti, ricordano dalla Capo Testa republic, sono però un bene da preservare con cura per tanti motivi. «Storici, sociali e soprattutto ambientali, non per nulla sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Da quando è in atto questa spoliazione incontrollata, la sabbia infatti si sta mescolando con la terra e la vegetazione, ormai prive di argini».
Dall’associazione viene lanciato l’appello. «Per favore, non utilizzate quelle pietre, lasciatele al loro posto, anche perché si rischiano gravi sanzioni, e armatevi invece di picchetti da tenda, di picchetti a vite per ombrelloni e di cordicelle, che sono più leggeri e soprattutto rispettano ambiente e storia».
Ma non tutti i turisti, ripresi magari dai residenti o dai volontari, hanno gradito il divieto di non prendere le pietre dai muretti. Alla cordiale richiesta di non asportare le pietre dai muretti uno ha risposto: “Ma manco ar colosseo!”.
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