La Nuova Sardegna

Olbia

Santa Teresa, pietre dei muretti storici per fermare gli ombrelloni

Santa Teresa, pietre dei muretti storici per fermare gli ombrelloni

Sul lido protetto di zia Colomba la pratica quotidiana dei turisti. I volontari: «Una spoliazione incontrollata, la sabbia si sta mescolando alla terra»

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA TERESA. Alla lista dei cafoni-incivili da spiaggia, in grande spolvero questa estate e dediti al furto di sabbia, gigli di mare, stelle marine e conchiglie, si aggiungono i demolitori di muretti storici. Ad averne la triste paternità è la spiaggia di Zia Colomba, nell’area marina protetta e zona sito di interesse comunitario di Capo Testa. Sul lido si trovano le antiche colonne romane e alle spalle gli antichi muretti di pietra a secco che separano la sabbia bianca dalla terra nera. Piano piano le pietre sono state asportate e per una motivazione davvero “nobile”. Puntellare asciugamani e ombrelloni per impedire che vengano portati via dal vento. L’associazione Capo Testa Republic, gruppo di volontari innamorati della penisola protetta e sempre attenti alla sua tutela, dopo aver visto lo scempio quotidiano, con pietre sparse ovunque per il litorale e muretti sempre più scarni, hanno sistemato un cartello. “Vietato prelevare le pietre del muretto a secco anche se in terra. Per gli ombrelloni munirsi di picchetti”.

«Passeggiare per la spiaggia di zia Colomba è come attraversare i Fori romani dopo il passaggio di un'orda barbara – spiegano dall’associazione –. Pietre prelevate dall'antico muretto a secco retrostante per ancorare gli ombrelloni sollecitati dal vento, per stendere teli o per creare opere pseudo artistiche o architettoniche, e lasciate lì, come ruderi in rovina, tristi come aratri in mezzo alla maggese, nella spiaggia mezzo bianca e mezzo nera». I muretti, ricordano dalla Capo Testa republic, sono però un bene da preservare con cura per tanti motivi. «Storici, sociali e soprattutto ambientali, non per nulla sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Da quando è in atto questa spoliazione incontrollata, la sabbia infatti si sta mescolando con la terra e la vegetazione, ormai prive di argini».

Dall’associazione viene lanciato l’appello. «Per favore, non utilizzate quelle pietre, lasciatele al loro posto, anche perché si rischiano gravi sanzioni, e armatevi invece di picchetti da tenda, di picchetti a vite per ombrelloni e di cordicelle, che sono più leggeri e soprattutto rispettano ambiente e storia».

Ma non tutti i turisti, ripresi magari dai residenti o dai volontari, hanno gradito il divieto di non prendere le pietre dai muretti. Alla cordiale richiesta di non asportare le pietre dai muretti uno ha risposto: “Ma manco ar colosseo!”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative