Pesce congelato spacciato per fresco scatta la denuncia
La Capitaneria della Maddalena è intervenuta a Porto Cervo Sequestrati oltre 150 chili di prodotto destinato alla vendita
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PORTO CERVO. In prossimità del periodo clou connesso alla festività del Ferragosto sono stati ulteriormente incrementati i controlli della Guardia costiera nel settore della filiera ittica, nella zona di sua competenza.
Sotto la lente di ingrandimento sono finiti ristoranti, hotel, camping, chioschi e stabilimenti con servizio di ristorazione annesso.
L’operazione è stata svolta con lo scopo primario di garantire la tutela del consumatore in un periodo in cui è massimo il consumo di pesce sulle tavole dei ristoranti, con particolare riferimento al rispetto delle vigenti normative in materia di rintracciabilità dei prodotti ittici, rispetto delle norme igienico-sanitarie, prevenzione e repressione delle frodi commerciali.
L’attività di controllo svolta dalla Capitaneria di porto ha consentito di accertare, in particolare, presso una nota struttura ricettiva con ristorante annesso di Porto Cervo, la somministrazione ai clienti di pesce “congelato” spacciato per “fresco”. La Guardia costiera non ha reso noto il nome del ristorante.
In stretto raccordo con la Procura della Repubblica di Tempio, il titolare della struttura ricettiva è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per il reato di tentata “frode in commercio”.
Contestualmente i militari della Capitaneria di porto hanno proceduto al sequestro di oltre 150 chili di prodotto ittico congelato.
Le attività di controllo sulla filiera ittica, finalizzate alla tutela del consumatore e al rispetto della vigente normativa continueranno anche nei prossimi giorni nell’ambito delle attività istituzionali svolte dalla Capitaneria di porto – Guardia costiera di La Maddalena.
I controlli sulla filiera ittica sono uno dei segmenti di competenza della Capitaneria di porto che nei giorni scorsi è stata infatti protagonista di alcune verifiche in mare per garantire la sicurezza e il rispetto delle regole sul noleggio. Sanzionati per 160mila euro diverse imbarcazioni che esercitavano attività commerciale senza averne i titoli, quindi illegalmente e senza rispettare le norme di sicurezza. Multe anche per chi non aveva pagato il ticket di ingresso nelle acque del parco.
Sotto la lente di ingrandimento sono finiti ristoranti, hotel, camping, chioschi e stabilimenti con servizio di ristorazione annesso.
L’operazione è stata svolta con lo scopo primario di garantire la tutela del consumatore in un periodo in cui è massimo il consumo di pesce sulle tavole dei ristoranti, con particolare riferimento al rispetto delle vigenti normative in materia di rintracciabilità dei prodotti ittici, rispetto delle norme igienico-sanitarie, prevenzione e repressione delle frodi commerciali.
L’attività di controllo svolta dalla Capitaneria di porto ha consentito di accertare, in particolare, presso una nota struttura ricettiva con ristorante annesso di Porto Cervo, la somministrazione ai clienti di pesce “congelato” spacciato per “fresco”. La Guardia costiera non ha reso noto il nome del ristorante.
In stretto raccordo con la Procura della Repubblica di Tempio, il titolare della struttura ricettiva è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per il reato di tentata “frode in commercio”.
Contestualmente i militari della Capitaneria di porto hanno proceduto al sequestro di oltre 150 chili di prodotto ittico congelato.
Le attività di controllo sulla filiera ittica, finalizzate alla tutela del consumatore e al rispetto della vigente normativa continueranno anche nei prossimi giorni nell’ambito delle attività istituzionali svolte dalla Capitaneria di porto – Guardia costiera di La Maddalena.
I controlli sulla filiera ittica sono uno dei segmenti di competenza della Capitaneria di porto che nei giorni scorsi è stata infatti protagonista di alcune verifiche in mare per garantire la sicurezza e il rispetto delle regole sul noleggio. Sanzionati per 160mila euro diverse imbarcazioni che esercitavano attività commerciale senza averne i titoli, quindi illegalmente e senza rispettare le norme di sicurezza. Multe anche per chi non aveva pagato il ticket di ingresso nelle acque del parco.
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