La Nuova Sardegna

Olbia

«I nuraghi patrimonio Unesco»

di Dario Budroni
«I nuraghi patrimonio Unesco»

Arzachena. Il sindaco: «Anche l’Aga Khan voleva valorizzare l’intera Gallura partendo dalla Costa»

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PORTO CERVO. In mare va in scena la lunga sfilata dei maxi yacht e delle barche a vela. Invece poco più su, nella terrazza panoramica dello Yacht club Costa Smeralda, si parla di nuraghi, entroterra e archeologia. «Può sembrare un controsenso, ma è anche da qui che deve partire il nostro messaggio – sottolinea Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena –. L’idea dell’Aga Khan era infatti quella di valorizzare tutta la Gallura partendo proprio dalla Costa Smeralda». È stato così il borgo di Porto Cervo, il cuore pulsante di quella che è una delle mete turistiche più celebri al mondo, a ospitare la nuova tappa della campagna «La Sardegna verso l’Unesco», lanciata con l’obiettivo di far inserire i nuraghi di tutta l’isola nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Insieme ai rappresentanti del Comune e ai promotori dell’iniziativa anche la giornalista e divulgatrice Donatella Bianchi.

Arzachena nuragica. L’iter è partito mesi fa e, al momento, si spera nell’accesso alla tentative list, forse a settembre. Se tutto dovesse filare liscio, bisognerà lavorare sodo almeno per un altro anno con lo scopo di far dichiarare i nuraghi patrimonio dell’Unesco. Un percorso che coinvolge 360 Comuni, Regione, università, imprese e associazioni e che non poteva certo non comprendere il Comune di Arzachena, uno dei più ricchi dal punto di vista archeologico grazie alla presenza di numerosi e importanti siti come il nuraghe La Prisgiona e la tomba dei giganti di Coddu ‘Ecchiu. «Ci auguriamo che i nostri ospiti possano conoscere sempre più i nostri monumenti, che nel 2019 sono stati visitati da 170mila persone – spiega il sindaco Ragnedda –. L’obiettivo è andare oltre e valorizzare ulteriormente il nostro patrimonio. Per questo crediamo fortemente in questa iniziativa».

Sulla stessa linea Valentina Geromino, assessore alla Cultura di un Comune che, nel 2022, festeggerà cento anni di storia. «Abbiamo aderito fin da subito – commenta –. Quello di Arzachena è un territorio di grande importanza sia per numero di siti che per la stretta correlazione tra archeologia e storia comunale».

Verso l’Unesco. La battaglia ha come testimonial anche Donatella Bianchi, popolare giornalista, divulgatrice e presidente del Wwf Italia, di casa in Sardegna. «Sono coordinatrice del sito Unesco delle Cinque terre. E vedo le grandi opportunità che offre un sito di questo tipo. La Sardegna è compatta nell’affrontare questa battaglia. Ritrovarsi attorno a una identità ancestrale, in una regione così legata alle proprie radici, è davvero bello. La grande sfida è potenziare l’offerta, valorizzare ciò che ancora non è conosciuto e richiamare un turismo nuovo». Per Michele Cossa, presidente dell’associazione Sardegna verso l’Unesco «uno degli obiettivi della nostra iniziativa è fare della Sardegna una terra attrattiva tutto l’anno grazie alle sue ricchezze. Il percorso è lungo, ma un primo risultato l’abbiamo ottenuto: la piena consapevolezza di tutta l’isola del proprio patrimonio». Fiducioso anche Giovanni Pileri, tra i promotori della campagna: «Dobbiamo proiettare la Sardegna nel circuito internazionale di quei vacanzieri che viaggiano alla scoperta dell’enogastronomia, degli eventi sportivi e, dunque, dell’archeologia».

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