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Il rock cristiano dei The Sun domenica live in parrocchia

di Giuseppe Pulina
Il rock cristiano dei The Sun domenica live in parrocchia

PALAU. Brillano di luce propria come poche altre band nel panorama del rock nazionale. Incidono per la Sony, vale a dire una delle etichette più note e solide del mercato discografico mondiale,...

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PALAU. Brillano di luce propria come poche altre band nel panorama del rock nazionale. Incidono per la Sony, vale a dire una delle etichette più note e solide del mercato discografico mondiale, girano il pianeta con le loro tournée e, facendo incetta di premi, ne hanno ricevuto uno anche da papa Francesco. Nel 2004 il Mei, il Meeting per le etichette indipendenti, li ha consacrati come “miglior punk rock band italiana nel mondo”. Sono “The Sun” e domenica, alle 21, si esibiranno a Palau. Non in uno spazio all’aperto (uno stadio come più si addice forse a una rock band), un teatro o una palestra, ma all’interno della chiesa parrocchiale. Una location che ben si presta allo stile, comunque tiratissimo e scoppiettante, e al repertorio dei Sun, esponenti di spicco del rock cristiano. Quella di Palau è la seconda delle due date del loro mini tour nell’isola.

Il giorno prima saranno, infatti, all’anfiteatro di Tortolì per rispondere a una chiamata del vescovo di Nuoro e Lanusei. Per il concerto di domenica non sarà necessario prenotarsi, ma chi non troverà posto all’interno della chiesa dovrà seguire l’esibizione dei “Sun” all’esterno. L’assetto del gruppo è quello della classica rock-band: chitarre, batteria, basso e voci. I cori e l’uso di armoniche conferiscono al sound del gruppo vicentino un’impronta di particolare originalità. Questo grazie anche al talento dei suoi membri: Francesco Lorenzi (voce, chitarra), Riccardo Rossi (batteria), Matteo Reghelin (basso, fisarmonica, armonicista), Gianluca Menegozzo (chitarra, cori) e Andrea Cerato (chitarra solista, cori). Per avere un’idea del prestigio della band basterebbe pensare che, prima di farsi scritturare dalla Sony, aveva già inciso quattro album che, autoprodotti, venivano comunque distribuiti in Europa, Giappone e Brasile. Chi li ascolta e conosce da tempo sa che nella loro lunga carriera hanno aperto i concerti di gruppi che hanno fatto la storia della musica degli ultimi decenni, come “The Cure”, “Offspring”, “Misfits”, “Muse” e “Deep Purple”. Del 2008 è la scelta di Francesco Lorenzi di scrivere i testi del nuovo repertorio in italiano. Una scelta che coincise con l’inizio di un percorso artistico che ha trovato nella fede una nuova fonte di ispirazione.

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