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Olbia, mancano gli anestesisti: l’Ats ingaggia due specializzandi

Olbia, mancano gli anestesisti: l’Ats ingaggia due specializzandi

Un aiuto solo parziale all’ospedale in un’estate difficilissima. Gli studenti non possono intervenire in autonomia, non possono fare guardie, trasporti e reperibilità

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OLBIA. All’ospedale Giovanni Paolo II arrivano finalmente due specializzandi di anestesia e rianimazione ed è una buona notizia, anche se non buonissima. Poiché in quanto “studenti” non potranno operare in autonomia, aiuteranno gli anestesisti strutturati. Ne allevieranno il carico ma non potranno risolvere i problemi provocati dalla gravissima carenza degli organici. I due specializzandi arrivano a estate inoltrata, con tre settimane di ritardo su quanto promesso dall’assessorato regionale alla sanità.

Erano attesi per i primi di agosto ma non meglio precisati problemi burocratici hanno fatto slittare la firma dei contratti, privando l’ospedale di Olbia di un supporto che sarebbe stato comunque significativo in settimane molto difficili a causa del surplus di lavoro legato alla massiccia presenza di turisti. Per tutto questo periodo, al Giovanni Paolo II gli anestesisti si sono dovuti arrangiare in otto, quattro in rianimazione e altri quattro per il blocco operatorio e tutti altri servizi in cui è richiesta la presenza dell’anestesista. Detta in poche parole, c’era un solo anestesista per turno in un caso e nell’altro. Così anche all’ospedale Paolo Dettori di Tempio, dove alcuni turni notturni vengono coperti da medici che vengono messi a disposizione da Nuoro.

Dall’ospedale di Olbia, in queste settimane è trapelato molto poco: i procedimenti disciplinari aperti un anno fa nei confronti dei primari invitati a parlare in consiglio comunale hanno lasciato il segno. Ma si sa che sono partite lettere all’indirizzo dei vari manager dell’Assl di Olbia. Con un solo medico anestesista per turno, ad esempio, di fronte a una doppia o anche tripla emergenza contemporanea – come è successo – si mette il blocco operatorio nella condizione di dover scegliere a chi dare la precedenza, caricando sui sanitari un’ulteriore enorme responsabilità. I medici, ovviamente, non si sono sottratti al dovere, anche se il rischio burnout, o esaurimento psicofisico, è sempre dietro l’angolo. Così non è stata accolta benissimo un’uscita social del consigliere regionale Giovanni Satta, che tra le varie considerazioni generali sulle responsabilità della situazione ne ha scaricato una parte anche sui «medici che decidono di mettersi in malattia», ammettendo però che spesso lo fanno a ragione.

I due specializzandi aggregati all’ospedale di Olbia, come è già stato spiegato a suo tempo, saranno “a responsabilità limitata”, non potendo fare guardie, trasporti, reperibilità. Ma è meglio di niente. Qualcosa in più farà senz’altro l’arrivo del nuovo primario. Dovrebbe prendere servizio dal prossimo primo settembre. (a.se.)
 

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