Olbia, Navone: «Piano anti alluvione problema prioritario: una delega ad hoc»
Il candidato sindaco incontra i cittadini di Isticadeddu, rione devastato nel 2013 «Insieme creeremo un programma delle infrastrutture per ristorare le periferie dimenticate in questi anni»
OLBIA. Tutti in piedi, distanziati, nel campetto alla fine di via Marco Polo, unico punto in cui organizzare l’incontro pubblico del candidato sindaco Augusto Navone con i cittadini. Sullo sfondo una ringhiera arrugginita e vegetazione ribelle. Una immagine che racconta due necessità di Isticadeddu. Un luogo di aggregazione, una casa di quartiere in cui incontrarsi e socializzare. E aree attrezzate per lo sport.
Ma l’elenco di necessità di questo popoloso quartiere è molto più lungo. In cima alla lista un piano del rischio idraulico con opere reali, cantierabili e realizzabili in tempi rapidi. Perché come ricorda Antioco Tilocca, ex presidente del comitato di quartiere e candidato consigliere, «dopo quello che abbiamo vissuto nel 2013 e nel 2015, dopo aver visto proprio in questo campo il rio Siligheddu alto un metro, abbiamo paura ogni volta che piove».
Andare a Isticadeddu e non parlare di messa in sicurezza della città è impossibile. Questo è un quartiere simbolo della devastazione delle alluvioni. Navone lo sa bene, ma sa anche che gli abitanti sono saturi di illusioni e promesse. Ecco perché il candidato primo cittadino cancella dal vocabolario le promessone elettorali, quelle da bacchetta magica per cui in pochi mesi, voilà, ecco le opere di protezione dal rischio.
«In questi cinque anni sembra si sia fatto di tutto per abortire la pianificazione della messa in sicurezza elaborata negli anni precedenti – dice Navone –. Sia chiaro. Il tema è delicato e complesso, ci sono 151 milioni di euro che rischiamo di perdere se non li spendiamo subito. La deadline è 2022-2023. Serve un approccio concreto e noi abbiamo le idee chiare. Ripartire dall’unico piano definitivo esistente, il Mancini, che ha delle criticità da superare. Va aggiornato, modificato, ottimizzato, anche nelle sue parti più controverse. Ci siamo confrontati con tecnici idraulici di esperienza. Le vasche di laminazione possono essere ridotte e traslate, anche l’allargamento dei canali può essere limitato. Il piano anti alluvione è il problema dei problemi di Olbia. Merita una attenzione totale, motivo per cui, se vinceremo, creeremo una delega specifica, con una persona che dovrà occuparsene a tempo pieno. Dal Piano del rischio discende poi lo sblocco dei volumi in zona hi4».
I cittadini chiedono anche le infrastrutture, marciapiedi, illuminazione, interrotte 5 anni fa. «Metteremo in campo un grande progetto infrastrutturale, per ristorare di tutte le mancanze storiche le periferie – conclude Navone –. Lo disegneremo insieme, con adunanze pubbliche ma dinamiche. Che ci permettano di passare in tempi rapidi dalla progettazione, costruita sulle reali esigenze dei cittadini ai cantieri».
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