Olbia, Tortu ritorna al Caocci: «Questa pista è casa mia»
L’abbraccio dell’Atletica Olbia al campione olimpico che si allena in città. Gianni Carboni: «Ha sempre corso con noi e qui lo abbiamo visto nascere»
OLBIA. Qualche settimana fa tagliava il traguardo per primo, una corsa che ha dato all'Italia la medaglia d'oro nella staffetta 4x100 alle Olimpiadi di Tokyo. E il guizzo finale è stato il suo. Filippo Tortu sulle copertine dei giornali, a rotazione nei servizi tv. Lui, la sua corsa vincente e le lacrime col tricolore sulle spalle. Viene difficile credere, poi, che quel fenomeno della velocità ieri sera era il più umano di tutti, ragazzo tra i ragazzi, sulla pista d'atletica del Caocci a Olbia. Come ogni estate, Tortu ha usato la struttura al Parco Fausto Noce per i suoi allenamenti ma ieri, terminata la sessione, c'era anche la sorpresa: l'associazione sportiva Atletica Olbia lo ha festeggiato con alcuni doni e con parole di elogio. «Per tutti è il campione dell'oro, per noi è il ragazzino che veniva ad allenarsi qui sin da piccolo».
Omaggio al campione. Proprio così. «Prima il fratello maggiore Giacomo e poi Filippo, si sono sempre allenati da noi – racconta Gianni Carboni, dirigente dell'Atletica Olbia e amico storico della famiglia Tortu – Filippo, come si dice in questi casi, lo abbiamo visto nascere». Tolto l'alone dei successi sportivi e dell'attenzione mediatica, da queste parti sono abituati a chiamarlo per nome e a vederlo allenarsi. Anche ieri era lì sulla pista rossa, insieme agli altri tesserati attorno e tutti gli occhi addosso, inevitabile. Con la complicità del padre Salvino, l'associazione a fine allenamento lo ha omaggiato. Una cerimonia tenuta in gran segreto per evitare sguardi indiscreti. Due regali. Un'opera realizzata su un gran pannello raffigurante proprio Filippo Tortu nel fatidico momento della vittoria nella staffetta di Tokyo, realizzata dall'artista olbiese Alessandra Tortone, «Verrà esposta in tutte le prossime gare». Poi una maglia con la stampa di un dipinto di un altro artista, Vittorio Boi.
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La sua Olbia. Lui, il protagonista, con divisa delle fiamme gialle addosso, commosso: «Vi sono davvero grato, non solo per oggi ma per come vi siete comportati in tutti questi anni con me e la mia famiglia. Io qui mi sento a casa. Vengo giusto un mese all'anno ma in quel mese mi fate sentire il vostro affetto da quando sono bambino. Questa pista ce l'ho nel cuore». «Ci sentivamo in dovere di onorare questa medaglia – così invece ancora Carboni –. Ne abbiamo approfittato visto che Filippo è qui in questo periodo, ma non in vacanza come si sente dire. Appena arrivato, ha ricominciato ad allenarsi ogni giorno». Che poi è la routine del campione, che sin da piccolo è sempre venuto a Olbia a svolgere parte della preparazione estiva.
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