«Emergenza organici il reparto di Medicina è ormai al collasso»
La Fsi-Usae all’Ats: «Subito i rinforzi all’ospedale di Tempio Situazione non più sostenibile. Pronti a scendere in piazza»
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TEMPIO. «Il reparto di Medicina del Paolo Dettori è al collasso. Mancano gli infermieri e il personale di supporto è insufficiente. Ci sono casi di demansionamento e la situazione non è più sostenibile. O si interviene con un incremento dell’organico, oppure protesteremo in piazza». La Fsi-Usae, attraverso la sua segretaria territoriale Mariangela Campus, annuncia la linea dura. «La soluzione è una sola, per rimediare alla cronica criticità di operatori nel reparto: che si scorrano le graduatorie o che si bandiscano nuove selezioni o concorsi».
Il sindacato ha scritto ai vertici della Assl e dell’Ats e ha chiamato in causa l’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu. «Il reparto di Medicina è dotato di 32 posti letto, l’organico è composto da 17 Infermieri di cui uno in malattia a lungo termine (oltre i sei mesi), due in congedo (oltre al personale in ferie e malattia), 10 Oss di cui uno in aspettativa per 104, uno in malattia a lungo termine e uno in maternità; spesso nel turno pomeridiano è presente una sola Oss con elevato carico di lavoro e il numero di degenti è elevato. Una ulteriore criticità - continua la segretaria della Fsi-Usae - riguarda gli Oss che vengono sottratti dal loro compito principale, ovvero l’assistenza diretta e l’igiene del paziente, per accompagnare i pazienti in radiologia, per portare esami in laboratorio, per il trasporto delle salme in camera mortuaria. Queste mansioni apparterrebbero all’ausiliario, figura assente, come peraltro non è presente la “squadra volante” che dovrebbe portare i pazienti all’esterno del reparto. Capita che di notte non sia presente l’Oss e gli infermieri devono ricoprire incarichi non infermieristici. E’ assurdo e illegittimo sopperire alla carenza di Oss attraverso il demansionamento del personale specializzato. A tal proposito ricordiamo che il Tribunale di Roma, prima sezione Lavoro (sentenza 6954/2019 dell'11 luglio), ha condannato un ospedale per il demansionamento di un infermiere. A Tempio è addirittura accaduto che un’infermiera abbia dovuto affrontare una doppia notte con il coordinatore (che ha già presentato le dimissioni) e un Oss. Tale situazione - chiude la Campus - non solo non consente di garantire adeguati livelli di assistenza, ma crea uno stato di malessere nei lavoratori, costretti a turni massacranti e a rinunciare all’inalienabile diritto al riposo psico-fisico». (s.p.)
Il sindacato ha scritto ai vertici della Assl e dell’Ats e ha chiamato in causa l’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu. «Il reparto di Medicina è dotato di 32 posti letto, l’organico è composto da 17 Infermieri di cui uno in malattia a lungo termine (oltre i sei mesi), due in congedo (oltre al personale in ferie e malattia), 10 Oss di cui uno in aspettativa per 104, uno in malattia a lungo termine e uno in maternità; spesso nel turno pomeridiano è presente una sola Oss con elevato carico di lavoro e il numero di degenti è elevato. Una ulteriore criticità - continua la segretaria della Fsi-Usae - riguarda gli Oss che vengono sottratti dal loro compito principale, ovvero l’assistenza diretta e l’igiene del paziente, per accompagnare i pazienti in radiologia, per portare esami in laboratorio, per il trasporto delle salme in camera mortuaria. Queste mansioni apparterrebbero all’ausiliario, figura assente, come peraltro non è presente la “squadra volante” che dovrebbe portare i pazienti all’esterno del reparto. Capita che di notte non sia presente l’Oss e gli infermieri devono ricoprire incarichi non infermieristici. E’ assurdo e illegittimo sopperire alla carenza di Oss attraverso il demansionamento del personale specializzato. A tal proposito ricordiamo che il Tribunale di Roma, prima sezione Lavoro (sentenza 6954/2019 dell'11 luglio), ha condannato un ospedale per il demansionamento di un infermiere. A Tempio è addirittura accaduto che un’infermiera abbia dovuto affrontare una doppia notte con il coordinatore (che ha già presentato le dimissioni) e un Oss. Tale situazione - chiude la Campus - non solo non consente di garantire adeguati livelli di assistenza, ma crea uno stato di malessere nei lavoratori, costretti a turni massacranti e a rinunciare all’inalienabile diritto al riposo psico-fisico». (s.p.)
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