La Nuova Sardegna

Olbia

Alluvione, rispunta la Technital

di Dario Budroni

Il sindaco presenta la variante al piano di assetto idrogeologico “su misura” per lo studio Venturini

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OLBIA. Il tema alluvione continua a ritagliarsi un posto d’onore in questa campagna elettorale. Il sindaco Settimo Nizzi raduna assessori, consiglieri, candidati e alcuni cittadini. L’occasione è questa: presentare la variante generale al Piano di assetto idrogeologico. Interviene quindi l’ingegnere Simone Venturini, già padre dello studio di fattibilità Technital proposto in alternativa al piano Mancini, che illustra nel dettaglio la variante e spiega poi come il suo piano funzionerebbe in base all’ultimo aggiornamento. Infine prende la parola Roberto Ferinaio, consigliere del M5s, che critica le modalità con cui il sindaco ha presentato la variante al Pai.

La variante. Settimo Nizzi, che più volte ricorda la bocciatura del Piano Mancini e ribadisce che i fondi a disposizione (150 milioni) non andranno perduti, è soddisfatto dello studio di variante, che è stato già illustrato all’Ardis: «È uno studio avanzato che ci ha permesso di vedere cose mai viste. È stata fatta una verifica approfondita che ci ha anche detto che lo studio che era stato realizzato da Technital va bene dal punto di vista della salvaguardia del territorio comunale». La variante al Pai, che porta la firma della Technital, è illustrata dall’ingegnere Venturini. Negli ultimi mesi l’intero territorio olbiese è stato studiato attraverso nuove tecnologie. «La norma dice che il Pai deve essere aggiornato ogni cinque anni. Quello di Olbia è il primo Comune in Sardegna che la applica» spiega Venturini. La variante, che aggiorna quindi il Pai che era stato realizzato da Mancini, comporta diverse novità. Per esempio, sono state modificate le perimetrazioni delle aree di allagamento «con un incidenza rilevante sui cittadini e sul singolo proprietario». Attraverso una formula sulla vulnerabilità, diverse zone escono di fatto dalle fasce più a rischio. Poi Venturini illustra il suo studio di fattibilità di mitigazione, da sempre sostenuto da Nizzi, che si basa sulla costruzione di un canale scolmatore in grado di convogliare la piena, e in particolare quella del Seligheddu, verso il Padrongianus. Un piano che, secondo Technital, farebbe risparmiare una fetta dei fondi, diminuirebbe gli espropri e farebbe uscire quasi tutta la città dalla zona Hi4.

La polemica finale. A fine intervento prende però la parola Roberto Ferinaio, consigliere comunale di minoranza uscente e candidato sempre col M5s a sostegno di Augusto Navone nella Grande coalizione civica: «Abbiamo visto quella che è una proposta di variante, cioè uno studio su come la città si allagherebbe. Non è quindi uno studio delle opere che impedirebbero l’allagamento di Olbia». Nizzi risponde: «Abbiamo fatto uno studio approfondito e poi detto che, con le opere da noi progettate, Olbia non si allaga». Ferinaio ribatte: «Non si può dire che è stata fatta una variante al Pai facendo pensare che, come ha scritto lei su Facebook, è stato fatto uno studio di variante alle opere di mitigazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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