Per gli impianti sportivi una corsa contro il tempo
di Marco Bittau
Bocche cucite all’Olbia Calcio, si attende la decisione dei curatori fallimentari Seicento ragazzi-atleti scalpitano in attesa dei campi dove potersi allenare
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OLBIA. Bocche cucite all’Olbia Calcio sull’affidamento in gestione degli impianti sportivi del Geovillage. La trattativa è in una fase delicata e la società guidata dal presidente Alessandro Marino preferisce attendere in silenzio la decisione dei curatori fallimentari della Sviluppo Olbia spa, titolare del complesso turistico sportivo sino al crac dichiarato nel 2016.
Novità sono attese nei prossimi giorni, anche perché il tempo stringe: le società sportive devono riprendere la preparazione in vista della stagione agonista. Vale per l’Olbia Calcio (600 ragazzi-atleti che attualmente non sanno dove allenarsi), ma vale anche per le società che sino all’anno scorso utilizzavano il palazzetto dello sport, la piscina e i campi da tennis. Proprio in queste ore i curatori fallimentari stanno valutando la bozza di contratto predisposta dall’ufficio legale dell’Olbia Calcio con una proposta di fideiussione sino a 200 mila euro.
E novità sono attese anche da parte delle altre società sportive interessate all’utilizzo degli impianti del Geovillage. L’Olbia calcio, infatti, ha già contattato gli eventuali sub-affidatari da coinvolgere nella gestione del palasport, della piscina e dei campi da tennis. Per ciascun comparto sportivo (ma non è detto che tutti vengano affidati) ci sono 50 mila euro da versare a titolo di quota parte della fideiussione. Quattro comparti uguale 200 mila euro. Le lettere sono già partite e i contatti stabiliti grazie anche all’opera di mediazione svolta dal Comune di Olbia, nella persona dell’assessore alle Attività produttive Marco Balata, uno degli uomini più vicini al sindaco Settimo Nizzi.
La formula studiata per l’affidamento in gestione è quella “contratto di godimento a titolo precario e oneroso di impianti sportivi e beni accessori” con scadenza (rinnovabile) il 30 novembre 2022, poco più di un anno. Una soluzione che viene incontro alle esigenze delle società sportive (a cominciare dall’Olbia Calcio) affamate di impianti da utilizzare, ma anche all’esigenza primaria dei curatori fallimentari che resta pur sempre quella di cedere al miglior imprenditore possibile l’intero pacchetto Geovillage, cioè l’albergo e gli impianti sportivi.
Inoltre, la formula dell’unico gestore con eventuali sub-affidatari eviterebbe la gestione-spezzatino degli impianti che sicuramente non sarebbe gradita ai curatori fallimentari. Meglio un interlocutore unico – l’Olbia Calcio, appunto – che prenderebbe in “godimento oneroso” tutti o solo una parte dei quattro compendi sportivi per poi accordarsi con altre società sportive interessate, cedendo loro la quota parte di gestione e di manutenzione degli impianti.
Ai curatori spetta adesso l’ultima parola, ben sapendo che non ci sono molte altre soluzioni alternative. Il contratto con l’Olbia Calcio, infatti, rischia di essere l’ultima spiaggia per la riapertura (quasi) immediata degli impianti chiusi dalla fine dell’anno scorso. Il no all’Olbia Calcio significherebbe chiudere la porta alla possibilità di un affidamento in gestione provvisoria e onerosa. A quel punto non resterebbe altro che la cessione definitiva del Geovillage (albergo e impianti sportivi) con un’asta fallimentare. Tempi lunghi, naturalmente, e risultati assolutamente incerti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Novità sono attese nei prossimi giorni, anche perché il tempo stringe: le società sportive devono riprendere la preparazione in vista della stagione agonista. Vale per l’Olbia Calcio (600 ragazzi-atleti che attualmente non sanno dove allenarsi), ma vale anche per le società che sino all’anno scorso utilizzavano il palazzetto dello sport, la piscina e i campi da tennis. Proprio in queste ore i curatori fallimentari stanno valutando la bozza di contratto predisposta dall’ufficio legale dell’Olbia Calcio con una proposta di fideiussione sino a 200 mila euro.
E novità sono attese anche da parte delle altre società sportive interessate all’utilizzo degli impianti del Geovillage. L’Olbia calcio, infatti, ha già contattato gli eventuali sub-affidatari da coinvolgere nella gestione del palasport, della piscina e dei campi da tennis. Per ciascun comparto sportivo (ma non è detto che tutti vengano affidati) ci sono 50 mila euro da versare a titolo di quota parte della fideiussione. Quattro comparti uguale 200 mila euro. Le lettere sono già partite e i contatti stabiliti grazie anche all’opera di mediazione svolta dal Comune di Olbia, nella persona dell’assessore alle Attività produttive Marco Balata, uno degli uomini più vicini al sindaco Settimo Nizzi.
La formula studiata per l’affidamento in gestione è quella “contratto di godimento a titolo precario e oneroso di impianti sportivi e beni accessori” con scadenza (rinnovabile) il 30 novembre 2022, poco più di un anno. Una soluzione che viene incontro alle esigenze delle società sportive (a cominciare dall’Olbia Calcio) affamate di impianti da utilizzare, ma anche all’esigenza primaria dei curatori fallimentari che resta pur sempre quella di cedere al miglior imprenditore possibile l’intero pacchetto Geovillage, cioè l’albergo e gli impianti sportivi.
Inoltre, la formula dell’unico gestore con eventuali sub-affidatari eviterebbe la gestione-spezzatino degli impianti che sicuramente non sarebbe gradita ai curatori fallimentari. Meglio un interlocutore unico – l’Olbia Calcio, appunto – che prenderebbe in “godimento oneroso” tutti o solo una parte dei quattro compendi sportivi per poi accordarsi con altre società sportive interessate, cedendo loro la quota parte di gestione e di manutenzione degli impianti.
Ai curatori spetta adesso l’ultima parola, ben sapendo che non ci sono molte altre soluzioni alternative. Il contratto con l’Olbia Calcio, infatti, rischia di essere l’ultima spiaggia per la riapertura (quasi) immediata degli impianti chiusi dalla fine dell’anno scorso. Il no all’Olbia Calcio significherebbe chiudere la porta alla possibilità di un affidamento in gestione provvisoria e onerosa. A quel punto non resterebbe altro che la cessione definitiva del Geovillage (albergo e impianti sportivi) con un’asta fallimentare. Tempi lunghi, naturalmente, e risultati assolutamente incerti.
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