Nuovi alberghi a Olbia, un’estate Felix
Giandomenico Mele
Paolo Manca rilancia lo storico Royal di viale Aldo Moro: «Siamo aperti da poche settimane e Olbia ci ha subito ripagato»
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OLBIA. La sfida di aprire l’11 agosto è stata vinta. Un “soft opening” con 45 camere su 69, con una piscina attiva, ma l’estate è stata comunque felix per la città e per il Felix hotel Olbia, la nuova sfida di Paolo Manca, imprenditore presidente regionale di Federalberghi e Agostino Cicalò, presidente della Confcommercio Nuoro e Ogliastra. I due imprenditori hanno scelto di provarci ed è andata bene: il nuovo albergo di un gruppo che conta sette strutture, da Nuoro a Santa Teresa, nasce sulle ceneri dell’Hotel Royal, in viale Aldo Moro, la struttura costruita 48 anni fa che per decenni è stata uno dei simboli dell’accoglienza in città.
Il nuovo albergo. «Abbiamo deciso di non aspettare l’apertura programmata per ottobre – spiega Paolo Manca – inizialmente siamo partiti con poche prenotazioni, poi dopo tre giorni, dal 14 agosto, eravamo al completo, a conferma che la richiesta di ospitalità su Olbia è viva e qualificata. Il problema ad agosto non è mai stato il prezzo delle camere. La scommessa è rimanere aperti tutto l’anno, con un albergo, un ristorante e la pasticceria bistrot per i turisti e per gli olbiesi».
Tutto esaurito. Nell’agosto boom in città quasi tutti gli alberghi hanno registrato il sold out, ma la clientela del Felix hotel ribalta un po’ i canoni statistici dell’estate al tempo della pandemia. «Molti turisti last minute, anche in virtù del fatto che abbiamo deciso di aprire poco prima di Ferragosto – spiega Manca –. Molti giovani e soprattutto più stranieri che italiani». Un dato in controtendenza in città. «Ci sono state richieste che superavano la capacità alberghiera, nessuno era attrezzato per quei numeri. Ma resta una stagione difficile, a giugno non si è lavorato, luglio è andato meglio dell’anno scorso ma in ogni caso con numeri inferiori rispetto agli anni normali – aggiunge Paolo Manca –. Non volevamo saltare questa stagione. Olbia ci ha ripagato dimostrando una reattività fuori dalla classica programmazione turistica della Sardegna. Abbiamo rilevato una clientela che sceglieva le strutture ricettive spesso a vacanza in corso, senza una base fissa. Ad esempio, molti che alloggiavano a Olbia poi trascorrevano la giornata a San Teodoro».
Nuovo modello. Una unicità che, secondo Manca, diventerà sempre di più un tratto distintivo di Olbia. «Il 90% dei nostri clienti ha usato la città come base solo per una parte della vacanza – continua il presidente di Federalberghi –. Su questo dovrà puntare la città, su molti più turisti che nel post Covid arriveranno fuori stagione. Sarà però fondamentale dare servizi adeguati, non farsi trovare impreparati. Agosto ci lascia un grande quesito: che numeri siamo in grado di gestire a livelli qualitativamente sostenibili? Poi c’è la stagione troppo corta, la carenza di personale è dovuta a questo fattore, preferiscono puntare su contratti più lunghi di quelli che possono garantire le strutture».
Ripartenza. Si riparte, ma non è ancora una vera ripresa. «Il principio del last minute è anomalo per la clientela straniera, ma sta portando prenotazioni anche per settembre. Ci sarà un margine minore che ad agosto, ma la partita si gioca sulla qualità del servizio – sottolinea Manca –. Olbia negli ultimi 20 anni si è riposizionata come città turistica, con ottimi alberghi. Il processo era partito, nel 2019 la stagione era arrivata a durare 5 mesi abbondanti. Il Covid ci ha fatto fare due passi indietro, per il futuro dobbiamo puntare a una stagione che duri da 6 a 8 mesi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il nuovo albergo. «Abbiamo deciso di non aspettare l’apertura programmata per ottobre – spiega Paolo Manca – inizialmente siamo partiti con poche prenotazioni, poi dopo tre giorni, dal 14 agosto, eravamo al completo, a conferma che la richiesta di ospitalità su Olbia è viva e qualificata. Il problema ad agosto non è mai stato il prezzo delle camere. La scommessa è rimanere aperti tutto l’anno, con un albergo, un ristorante e la pasticceria bistrot per i turisti e per gli olbiesi».
Tutto esaurito. Nell’agosto boom in città quasi tutti gli alberghi hanno registrato il sold out, ma la clientela del Felix hotel ribalta un po’ i canoni statistici dell’estate al tempo della pandemia. «Molti turisti last minute, anche in virtù del fatto che abbiamo deciso di aprire poco prima di Ferragosto – spiega Manca –. Molti giovani e soprattutto più stranieri che italiani». Un dato in controtendenza in città. «Ci sono state richieste che superavano la capacità alberghiera, nessuno era attrezzato per quei numeri. Ma resta una stagione difficile, a giugno non si è lavorato, luglio è andato meglio dell’anno scorso ma in ogni caso con numeri inferiori rispetto agli anni normali – aggiunge Paolo Manca –. Non volevamo saltare questa stagione. Olbia ci ha ripagato dimostrando una reattività fuori dalla classica programmazione turistica della Sardegna. Abbiamo rilevato una clientela che sceglieva le strutture ricettive spesso a vacanza in corso, senza una base fissa. Ad esempio, molti che alloggiavano a Olbia poi trascorrevano la giornata a San Teodoro».
Nuovo modello. Una unicità che, secondo Manca, diventerà sempre di più un tratto distintivo di Olbia. «Il 90% dei nostri clienti ha usato la città come base solo per una parte della vacanza – continua il presidente di Federalberghi –. Su questo dovrà puntare la città, su molti più turisti che nel post Covid arriveranno fuori stagione. Sarà però fondamentale dare servizi adeguati, non farsi trovare impreparati. Agosto ci lascia un grande quesito: che numeri siamo in grado di gestire a livelli qualitativamente sostenibili? Poi c’è la stagione troppo corta, la carenza di personale è dovuta a questo fattore, preferiscono puntare su contratti più lunghi di quelli che possono garantire le strutture».
Ripartenza. Si riparte, ma non è ancora una vera ripresa. «Il principio del last minute è anomalo per la clientela straniera, ma sta portando prenotazioni anche per settembre. Ci sarà un margine minore che ad agosto, ma la partita si gioca sulla qualità del servizio – sottolinea Manca –. Olbia negli ultimi 20 anni si è riposizionata come città turistica, con ottimi alberghi. Il processo era partito, nel 2019 la stagione era arrivata a durare 5 mesi abbondanti. Il Covid ci ha fatto fare due passi indietro, per il futuro dobbiamo puntare a una stagione che duri da 6 a 8 mesi».
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