La Nuova Sardegna

Olbia

CALANGIANUS, opposizione all’attacco 

«Sull’incendio di metà agosto il sindaco ha gravi responsabilità»

di Pietro Zannoni
«Sull’incendio di metà agosto il sindaco ha gravi responsabilità»

CALANGIANUS. «È ora di finirla, un’ autorità politica non può nascondere la realtà dei fatti facendo dichiarazioni ridicole, scontate e sotto certi versi offensive, speculando vergognosamente su una...

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CALANGIANUS. «È ora di finirla, un’ autorità politica non può nascondere la realtà dei fatti facendo dichiarazioni ridicole, scontate e sotto certi versi offensive, speculando vergognosamente su una sciagura che ha colpito la collettività. Dietro una visibilità di facciata, emergono tutte le gravi carenze del primo cittadino che, stavolta, confermano ancor di più la totale inadeguatezza a svolgere il ruolo conferitogli».

Questa la dura conclusione di una nota, dei capogruppo di minoranza Simonetta Melis e Gio Martino Loddo, in cui contestano le ultime dichiarazioni del sindaco Albieri sull’incendio di agosto.

«Ci è d’obbligo sottolineare -scrivono- che il primo cittadino ha serie responsabilità in quanto, per legge, esiste la protezione civile comunale (non i volontari), costituita e approvata dalla precedente amministrazione, con delibera di Consiglio e il suo stesso voto favorevole, assieme al piano che stabilisce i compiti del sindaco e i responsabili dei vari settori individuati tra i dipendenti comunali, il Coc, che si deve attivare quando la Protezione civile regionale emette un avviso di allerta rosso come quello del 15 agosto per il 16. Il sindaco già dalla mezzanotte del 15 o dal primo mattino del 16, avrebbe dovuto emanare una ordinanza di attivazione avvisando tutta la popolazione del rischio imminente, richiamare in servizio i responsabili e organizzare i presidi delle zone a rischio comunicando, in Regione, l’avvenuta attivazione mediante la piattaforma web dedicata Zerogis. Ebbene - incalzano Melis e Loddo- , come documentato da una nota a noi del comandante dei vigili, il sindaco non ha fatto niente, nemmeno quando l’incendio da boschivo, alle 15.09, è diventato di interfaccia per cui sarebbe stato opportuno organizzare un’evacuazione. Queste sono responsabilità gravissime: il sindaco è venuto meno ad un obbligo di legge, non ha provveduto, in quattro anni, a sostituire i responsabili del Coc, andati a lavorare altrove o collocati in pensione. Dobbiamo ringraziare la Protezione civile regionale, i volontari cacciatori e la Protezione civile alta Gallura, coordinati dal corpo forestale regionale e territoriale, che hanno sopperito alle sue gravi mancanze». Per i due consiglieri «la presenza del sindaco con due vigili su un’auto dotata di lampeggianti e sirena sui luoghi dell’incendio, non ha impedito che il fuoco continuasse a divampare in quanto i soccorsi devono essere pianificati e non improvvisati».

Infine alcune domande: «Dove era il mezzo antincendio in dotazione al Comune finora usato dall’amministrazione solo per l’innaffiamento dei giardini? Dove erano i volontari della Protezione civile di Calangianus? Invitiamo il sindaco ad assumersi le responsabilità di quanto avvenuto invece di puntare il dito contro il presidio territoriale. Le sue dichiarazioni sull’opportunità di costituire un gruppo di barracelli per presidiare il territorio, arrivano tardi e non pongono rimedio a ciò che si sarebbe potuto evitare se avesse pianificato ciò che la legge impone. Il danno al territorio è sotto gli occhi di tutti ed i proprietari di quei terreni vogliono risposte e risarcimenti».

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