Un forte acquazzone manda in tilt la città: allagamenti e disagi
OLBIA. È stata sufficiente solo mezzora di pioggia per mandare in tilt mezza città. In pochi minuti tutte le emergenze arcinote da anni sono venute a galla. Allagate via Vittorio Veneto, la parte...
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OLBIA. È stata sufficiente solo mezzora di pioggia per mandare in tilt mezza città. In pochi minuti tutte le emergenze arcinote da anni sono venute a galla.
Allagate via Vittorio Veneto, la parte bassa di Corso Umberto, con le persone sorprese dal maltempo costrette con le gambe a mollo fino ai polpacci. E ancora le traverse di viale Aldo Moro, via Sangallo, via Peruzzi, via Goldoni, via Galvani. Tombini saltati, richieste di aiuto ai vigili del fuoco per svuotare le cantine allagate, ponticelli di fortuna con tavole di legno per poter entrare nelle proprie case, voragini nell’asfalto. Scene che si ripetono da anni ma che puntuali con le prime piogge si ripresentano identiche.
Con la differenza che lo scenario di ieri pomeriggio arriva all’inizio di una campagna elettorale che ancora una volta mette al centro del dibattito, come cinque anni fa, il piano del rischio idraulico e le opere anti-alluvione mai realizzate. Un tema delicato per gli olbiesi che porta indietro la memoria a quel 18 novembre 2013 quando la città scoprì la sua fragilità di fronte a eventi meteorologici improvvisi e violenti, ma sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici.
Tanti i cittadini che hanno riversato sui social la preoccupazione e la rabbia per un copione identico da anni che sembra non conoscere fine.
Allagate via Vittorio Veneto, la parte bassa di Corso Umberto, con le persone sorprese dal maltempo costrette con le gambe a mollo fino ai polpacci. E ancora le traverse di viale Aldo Moro, via Sangallo, via Peruzzi, via Goldoni, via Galvani. Tombini saltati, richieste di aiuto ai vigili del fuoco per svuotare le cantine allagate, ponticelli di fortuna con tavole di legno per poter entrare nelle proprie case, voragini nell’asfalto. Scene che si ripetono da anni ma che puntuali con le prime piogge si ripresentano identiche.
Con la differenza che lo scenario di ieri pomeriggio arriva all’inizio di una campagna elettorale che ancora una volta mette al centro del dibattito, come cinque anni fa, il piano del rischio idraulico e le opere anti-alluvione mai realizzate. Un tema delicato per gli olbiesi che porta indietro la memoria a quel 18 novembre 2013 quando la città scoprì la sua fragilità di fronte a eventi meteorologici improvvisi e violenti, ma sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici.
Tanti i cittadini che hanno riversato sui social la preoccupazione e la rabbia per un copione identico da anni che sembra non conoscere fine.
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