La passeggiata fronte mare cancella altri 130 parcheggi
di Serena Lullia
La prosecuzione del watefront complica la vita di automobilisti e residenti ll nascente comitato del centro storico: «Troppo penalizzati, serve un piano b»
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OLBIA. Il nuovo tratto di passeggiata fronte mare cancella 130 parcheggi. Il centro diventa sempre più pedonale, ma lascia a piedi chi nel cuore della città vive, lavora o vorrebbe frequentarlo per shopping. Mentre gli operai mettono il turbo al cantiere per garantire all’amministrazione Nizzi un taglio del nastro elettorale, molti olbiesi, cominciano a fare i conti delle strisce bianche destinate all’estinzione. E i numeri lasciano più di una perplessità. Le planimetrie del cantiere del lungomare sono pubbliche. Il nascente Comitato del centro storico le ha scaricate dal sito del Comune e si è messo a studiarle. Basta sovrapporre la tavola del pre-lavori e quella del cantiere in corso per avere il quadro più chiaro. A meno che non ci siano varianti in corso d’opera, al momento non note, la sforbiciata ai parcheggi indica quota 130.
Addio parcheggi. Scompaiono i 40 posti auto sotto la sopraelevata, con ingresso da via Genova. In quel punto l’amministrazione Nizzi intende realizzare un’area fitness con attrezzi. Via anche la decina di strisce bianche fronte mare prima del Bosazza: lì prosegue la passeggiata del lungomare Cossiga e la pista ciclabile. Spazzati via anche i 15 posti auto di via Genova, fronte incrocio via De Filippi, a spina di pesce sul tunnel e gli altri 10 davanti all’ex distributore di benzina.
Centro pedonale ma più servizi. Il comitato del centro storico è a un passo dalla costituzione. L’iter per la sua nascita portato avanti da Tore Serra si è concretizzato già mesi fa. Sono state raccolte oltre 200 firme tra residenti e commercianti. Manca solo il sigillo dell’ufficialità, che per statuto deve arrivare da una assemblea pubblica, fino a oggi non consentita dalle misure anti-Covid. I cittadini stanno però cercando una soluzione alternativa nel rispetto della normativa per rendere operativo l’organismo apolitico. «Nessuno è contro il nuovo lungomare e nessuno di noi vuole le auto sotto casa o davanti ai negozi – spiega Serra –. La nostra perplessità è un’altra. Prima di cancellare gli attuali preziosi posti auto sarebbe stato più opportuno rendere operativi quelli che esistono solo sulla carta, come i sotterranei di piazza Mercato. O quelli alla radice dell’Isola Bianca. A tutti piace farsi la passeggiata in un centro pedonale e sicuro, ma per arrivarci dobbiamo usare la macchina e da qualche parte dobbiamo pur lasciarla».
Navetta e pass. C’è poi il disagio dei residenti, che in controtendenza non hanno abbandonato il cuore antico di Olbia e hanno invece deciso di viverci. Proprio come Serra, che ha ristrutturato la casa dei nonni facendone la sua residenza. Nessun pass auto o sconto parcheggio per loro. «Sarebbe utile, come avviene negli altri centri storici d’Italia, che ci fosse un servizio navetta che attraversi Corso Umberto – conclude Serra –. Qui vivono tanti anziani che hanno necessità di muoversi per fare delle commissioni. È impensabile che debbano andare a piedi fino in via Mameli per prendere l’autobus che li porta al cimitero».
Addio parcheggi. Scompaiono i 40 posti auto sotto la sopraelevata, con ingresso da via Genova. In quel punto l’amministrazione Nizzi intende realizzare un’area fitness con attrezzi. Via anche la decina di strisce bianche fronte mare prima del Bosazza: lì prosegue la passeggiata del lungomare Cossiga e la pista ciclabile. Spazzati via anche i 15 posti auto di via Genova, fronte incrocio via De Filippi, a spina di pesce sul tunnel e gli altri 10 davanti all’ex distributore di benzina.
Centro pedonale ma più servizi. Il comitato del centro storico è a un passo dalla costituzione. L’iter per la sua nascita portato avanti da Tore Serra si è concretizzato già mesi fa. Sono state raccolte oltre 200 firme tra residenti e commercianti. Manca solo il sigillo dell’ufficialità, che per statuto deve arrivare da una assemblea pubblica, fino a oggi non consentita dalle misure anti-Covid. I cittadini stanno però cercando una soluzione alternativa nel rispetto della normativa per rendere operativo l’organismo apolitico. «Nessuno è contro il nuovo lungomare e nessuno di noi vuole le auto sotto casa o davanti ai negozi – spiega Serra –. La nostra perplessità è un’altra. Prima di cancellare gli attuali preziosi posti auto sarebbe stato più opportuno rendere operativi quelli che esistono solo sulla carta, come i sotterranei di piazza Mercato. O quelli alla radice dell’Isola Bianca. A tutti piace farsi la passeggiata in un centro pedonale e sicuro, ma per arrivarci dobbiamo usare la macchina e da qualche parte dobbiamo pur lasciarla».
Navetta e pass. C’è poi il disagio dei residenti, che in controtendenza non hanno abbandonato il cuore antico di Olbia e hanno invece deciso di viverci. Proprio come Serra, che ha ristrutturato la casa dei nonni facendone la sua residenza. Nessun pass auto o sconto parcheggio per loro. «Sarebbe utile, come avviene negli altri centri storici d’Italia, che ci fosse un servizio navetta che attraversi Corso Umberto – conclude Serra –. Qui vivono tanti anziani che hanno necessità di muoversi per fare delle commissioni. È impensabile che debbano andare a piedi fino in via Mameli per prendere l’autobus che li porta al cimitero».
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