La Nuova Sardegna

Olbia

la denuncia di li gioi (M5s) 

«Sabato sera al pronto soccorso un medico e 45 pazienti in attesa»

«Sabato sera al pronto soccorso un medico e 45 pazienti in attesa»

OLBIA. «Quarantacinque pazienti in attesa, tre ambulanze in sosta nel piazzale e un solo medico in servizio». Roberto Li Gioi è andato al pronto soccorso dell’Ospedale Giovanni Paolo II alle 22 di un...

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OLBIA. «Quarantacinque pazienti in attesa, tre ambulanze in sosta nel piazzale e un solo medico in servizio». Roberto Li Gioi è andato al pronto soccorso dell’Ospedale Giovanni Paolo II alle 22 di un sabato sera per toccare con mano quello che lamentano i pazienti e che non possono denunciare pubblicamente i medici, pena l’avvio di un procedimento disciplinare dell’Ats nei loro confronti. Il consigliere regionale olbiese M5s parla di «situazione drammatica», cosa che si capisce già dai numeri. «Sabato notte – spiega – erano presenti due codici rossi, 25 pazienti con codice giallo, nove con codice verde e i restanti in attesa di accesso al triage. Chi appollaiato su sedie di fortuna, chi in piedi nonostante i traumi agli arti inferiori, chi su una barella in mezzo al corridoio, i pazienti attendevano di essere visitati dall’unica dottoressa in sala, che è stata raggiunta dal primario, accorso a prestarle aiuto per poter superare queste condizioni di lavoro disumane che espongono i lavoratori a un serio rischio burnout». Ad aggravare ulteriormente la situazione, sabato sera, l’arrivo di «tre pazienti con sintomi Covid gravi che hanno naturalmente rallentato l’attività perché dovevano essere sottoposti a tampone nel container affianco al pronto soccorso, prima di essere trasferiti a Sassari».

A fronte di un carico di lavoro enorme, un organico ai minimi termini. Li Gioi snocciola i numeri: solo 13 medici (tre a Tempio, due a La Maddalena e otto a Olbia) per tutti i pronto soccorso della Gallura. «Medici – prosegue – costretti a fare oltre tre turni notturni alla settimana in una zona in cui l’utenza nei mesi estivi è più che triplicata». In ospedale mancano anche gli infermieri: sono «in numero talmente esiguo da impedire i ricoveri provenienti dal pronto soccorso, che diventa quindi il luogo in cui i pazienti vengono parcheggiati».

Per Roberto Li Gioi, «la situazione del pronto soccorso è esplosiva: con i medici costretti a decidere in tempi record a chi dare le precedenza tra le decine di casi in attesa. Ma la carenza di personale medico e sanitario si estende a tutta la struttura con conseguenze gravissime. Anche l’osservazione breve intensiva (Obi), tecnologia di eccellenza di cui dispone il reparto, non può essere utilizzata in quanto manca l’accreditamento a causa dell’assenza di personale idoneo. Tutto ciò è vergognoso».

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