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Due anni per i morti nello scantinato

Due anni per i morti nello scantinato

Arzachena. Famiglia sterminata dalla piena del ciclone Cleopatra: condannata (pena sospesa) la proprietaria dell’edificio

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ARZACHENA. Due anni di reclusione con pena sospesa. A quasi otto anni dalla scomparsa dell’intera famiglia Passoni, arriva la sentenza che condanna la proprietaria dell’immobile della tragedia, Nicolina Poggianti, 74 anni, imprenditrice originaria di Biella, accusata di omicidio colposo plurimo. Padre, madre e due figli di nazionalità italo-brasiliana, morirono annegati in uno scantinato sommerso dall’esondazione del rio San Giovanni, nelle campagne di Arzachena, durante il ciclone Cleopatra. Nel decidere la pena, il giudice del tribunale di Tempio, Camilla Tesi, ha riconosciuto alla donna attenuanti generiche e specifiche, attribuendole una responsabilità residuale. Le motivazioni della sentenza si conosceranno entro novanta giorni.

Isael Passoni, 42enne, la moglie Cleide Mara Rodrigues, coetanea del marito, e i figli Weriston Isael e Laine Kellen Passoni, di 21 e 17 anni morirono la sera del 18 novembre 2013. Quando furono raggiunti dalla piena probabilmente erano a letto. La Procura della repubblica ha contestato alla proprietaria del locale di aver ceduto alla famiglia, a titolo gratuito, il seminterrato della sua abitazione privo di abitabilità.

Isael Passoni non aveva soldi per pagare un affitto e la famiglia era stata ospitata provvisoriamente nella tavernetta, nella zona di Lu Mulinu, in attesa di ripartire per il Brasile.

Durante il processo, sono stati sentiti diversi testimoni. La spaventosa giornata di morte era stata ripercorsa da due marescialli dei carabinieri che si erano mobilitati insieme alla macchina dei soccorsi recandosi prima dove il rio San Giovanni era straripato e, poi, nello scantinato dove abitavano i Passoni. L’acqua aveva raggiunto il soffitto uccidendo i due coniugi e i loro ragazzi. I locali erano stati svuotati con le idrovore. I corpi delle quattro vittime erano stati ritrovati il giorno seguente. Nella requisitoria, il pm Maria Antonietta Bacciu (al suo posto ieri c’era il pm Gianmarco Vargiu) aveva ribadito le accuse nei confronti dell’imputata, chiedendo per lei una condanna a due anni. Il difensore della donna, al contrario, ne aveva sollecitato l’assoluzione, sostenendo che non si potesse configurare il reato di omicidio colposo. Secondo il legale, l’eccezionalità del ciclone Cleopatra, unita a una incerta allerta meteo e alla mancata attivazione del Coc (centro operativo comunale) rendeva marginale il fatto che lo scantinato avesse o meno l’abitabilità. La sentenza era attesa a giugno ma il giudice aveva deciso di prendere ancora tempo per vagliare in maniera approfondita il fascicolo e la documentazione depositata da accusa e difesa. Ieri, la decisione: condanna a due anni con pena sospesa. L’avvocato Egidio Caredda ha annunciato l’intenzione di presentare appello dopo la lettura delle motivazioni. (r.o.)

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