Omicidio di Zeneb l’Interpol sulle tracce di un confidente
di Tiziana Simula
Processo d’appello per la donna massacrata a Baja Sardinia Ricercato l’uomo che era in cella con uno dei due imputati
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ARZACHENA. La sua testimonianza era stata ritenuta non rilevante dalla Corte d’Assise di Sassari. Ora Zouhair Korachi, marocchino, è ricercato dall’Interpol su disposizione della procura generale nel processo d’appello per la morte di Zeneb Badir, la marocchina 34enne massacrata di botte da due connazionali in uno stazzo a Baja Sardinia, il 23 luglio 2018. Gli imputati, Jalal Hassissou, 41 anni, difeso dall’avvocato Cristina Cherchi, e Soufyane El Khedar, 37 anni, assistito dall’avvocato Agostinangelo Marras, sono stati condannati in primo grado a 21 anni di carcere ciascuno, per omicidio volontario in concorso. Mentre si trovava nel carcere di Bancali per espiare una pena, Korachi avrebbe raccolto le confidenze di Jalal Hassissou sull’omicidio della donna. Con le sue dichiarazioni scagionava di fatto Soufyane El Khedar. L’imputato si è sempre difeso sostenendo di non aver partecipato al massacro, scaricando ogni responsabilità sull’altro connazionale. Messo sotto torchio dai carabinieri dopo l’omicidio, era stato lui stesso a indicare ai militari lo “stazzo degli orrori” dove la donna era stata brutalmente picchiata. Korachi era stato espulso dall’Italia dopo l’espiazione della pena ed era risultato irreperibile durante le udienze. Non è mai stato sentito in aula, né è stato acquisito agli atti del processo il verbale di sommarie informazioni rese il 29 ottobre 2019 con le confidenze che gli avrebbe fatto Jalal Hassissou.
All’apertura del processo d’appello, l’avvocato Marras ha chiesto alla Corte – presieduta da Salvatore Marinaro – l’acquisizione del verbale di sommarie informazioni, ritenuto imporrante per dimostrare l’infondatezza delle accuse a carico del suo assistito. Richiesta a cui si è opposto il difensore di Jalal Hassissou: l’avvocato Cherchi ha chiesto che il confidente venga invece sentito in aula, nel contradditorio delle parti. L’Interpol, già sulle tracce di Korachi, non ha ancora terminato le ricerche (gli ultimi accertamenti lo davano in Brasile). Nell’udienza di ieri, la procura generale ha chiesto altro tempo. La Corte ha quindi rinviato l’udienza al 27 settembre.
Zeneb Badir, era rimasta vittima di una violenza brutale. Presa a calci e pugni per ore. Tutti e tre erano sotto gli effetti della cocaina. Era morta il giorno dopo il pestaggio in ospedale, dove era arrivata in coma irreversibile.
All’apertura del processo d’appello, l’avvocato Marras ha chiesto alla Corte – presieduta da Salvatore Marinaro – l’acquisizione del verbale di sommarie informazioni, ritenuto imporrante per dimostrare l’infondatezza delle accuse a carico del suo assistito. Richiesta a cui si è opposto il difensore di Jalal Hassissou: l’avvocato Cherchi ha chiesto che il confidente venga invece sentito in aula, nel contradditorio delle parti. L’Interpol, già sulle tracce di Korachi, non ha ancora terminato le ricerche (gli ultimi accertamenti lo davano in Brasile). Nell’udienza di ieri, la procura generale ha chiesto altro tempo. La Corte ha quindi rinviato l’udienza al 27 settembre.
Zeneb Badir, era rimasta vittima di una violenza brutale. Presa a calci e pugni per ore. Tutti e tre erano sotto gli effetti della cocaina. Era morta il giorno dopo il pestaggio in ospedale, dove era arrivata in coma irreversibile.
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