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Olbia

«Strada a pezzi con una figlia disabile»

«Strada a pezzi con una figlia disabile»

L’ira di una madre che non riesce a uscire con la carrozzina a Murta Maria

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OLBIA. «Ho una figlia con disabilità ma uscire con la carrozzina è diventata un’impresa impossibile. E ci sono giorni in cui viviamo come prigionieri in casa».

Le parole sono di una madre disperata, che non sa più che cosa fare. Le ha provate tutte, ha bussato a ogni porta ma non è riuscita a risolvere la situazione. «Allora: viviamo a Murta Maria da due anni, in via Lu Stazzareddu, alle spalle della chiesa di San Giuseppe. La nostra strada non è asfaltata e nelle giornate di pioggia si formano buche profonde e pozzanghere. Quando accade, non posso uscire con mia figlia. Sì, abbiamo un garage dove teniamo la macchina, ma per raggiungerlo dovrei portare mia figlia in braccio scendendo le scale. Da sola non posso certo farcela e l’assistente che mi dà una mano viene due volte la settimana. Durante l’estate, poi, visto che molti appartamenti vicini sono stati affittati, le macchine parcheggiate erano tantissime e anche questo ha rappresentato per noi un grande ostacolo».

La donna, poi, elenca tutta una serie di problematiche che si sono man mano presentate. «Abbiamo chiesto che ci asfaltassero la strada, ma non è stato possibile: ci risulta infatti che ci sia un contenzioso in atto da parecchio tempo tra il proprietario di un terreno confinante incolto (sul quale c’è una struttura abbandonata) e il Comune. Non entriamo nel merito, perché non ci riguarda, ma il problema indirettamente ci coinvolge. Se non ci fosse stato, la strada non sarebbe stata sterrata. Non solo. Abbiamo chiesto il mese scorso che ci venisse almeno concesso un parcheggio per disabili ma ci è stato negato, almeno per il momento, proprio perché la via non è asfaltata. E così sono costretta a sopportare tante difficoltà costringendomi a stare chiusa in casa con mia figlia, perché non ci sono le condizioni per uscire a fare una passeggiata. Tra l’altro questa pesante situazione - continua la signora - non ci permette neppure di ottenere le agevolazioni per abbattere le barriere architettoniche. Insomma, un problema dietro l’altro e tanta delusione e amarezza. La protesta pubblica è la nostra ultima spiaggia. Anche mia figlia, anche se su una carrozzina, ha il diritto di vivere una vita normale». (s.p.)



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