«Matiz non mi ha mai fatto pressioni»
di Tiziana Simula
Corruzione in Costa Smeralda, il geometra Carta non conferma le accuse al dirigente dell’ufficio tecnico comunale
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ARZACHENA. «Non ho mai ricevuto pressioni da Matiz per accelerare le pratiche. Ci si confrontava, ma non ho mai subìto pressioni». Il geometra Domenico Carta, impiegato nel settore urbanistico nel comune di Arzachena con incarico di istruire le pratiche, è il primo testimone dell’accusa sentito in aula nel processo per corruzione che si sta celebrando davanti al collegio presieduto dal giudice Marco Contu. Il processo è quello relativo alla maxi inchiesta condotta dall’allora procuratore Domenico Fiordalisi sulla riqualificazione dei tre grandi alberghi della Sardegna Resort (Romazzino, Pitrizza e Cervo). Imputati l’ex ministro ed ex senatore Franco Carraro, presidente della Smeralda holding, gli ex manager della Sardegna Resort Mariano Pasqualone e Alexandra Dubrova, i dirigenti del Comune di Arzachena Antonello Matiz e Libero Meloni, l’ex comandante della polizia locale Giovanni Mannoni, l’imprenditore Angelo Filigheddu, Antonio Tramontin della commissione paesaggio della Regione, l’ingegnere Tonino Fadda, e il tributarista Stefano Morri.
L’udienza ha riservato dei colpi di scena. Il geometra Carta, rispondendo alle numerose domande del pubblico ministero Ilaria Corbelli, non ha confermato le dichiarazioni contenute nel verbale dell’interrogatorio a cui fu sottoposto a suo tempo dalla guardia di finanza di Tempio nelle quali sosteneva di aver ricevuto pressioni dal dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Arzachena Antonello Matiz per accelerare le pratiche relative all’ampliamento degli alberghi. «Non ho mai fatto quelle dichiarazioni, la verità è quella che sto dicendo adesso», ha detto in aula. Riferendo anche di «essere stato torchiato per ore durante l’interrogatorio. A un certo punto mi hanno detto che potevo anche essere arrestato». E a domanda precisa degli avvocati Gerolamo Orecchioni e Marco Pilia, difensori di Matiz e dell’imprenditore Angelo Filigheddu, una delle imprese che eseguì i lavori di ampliamento, ha risposto di non aver ricevuto pressioni da nessuno dei due. Assente Pietro Frasconi, direttore dell’ufficio tecnico della Sardegna Resort, uno dei testimoni chiave dell’accusa. È stata sollevata ancora una volta la questione della trascrizione delle intercettazioni telefoniche relative all’ex senatore Carraro. Venti intercettazioni ritenute decisive dalla difesa, come rimarcato in aula dall’avvocato Roberto Borgogno, per dimostrare l’infondatezza delle accuse mosse all’ex ministro, che devono essere trascritte e poi mandate al Senato per l’autorizzazione a procedere (all’epoca dei fatti contestati Carraro era parlamentare di Forza Italia). Il collegio darà il parere decisivo sulla questione nella prossima udienza, fissata per il 6 ottobre.
L’udienza ha riservato dei colpi di scena. Il geometra Carta, rispondendo alle numerose domande del pubblico ministero Ilaria Corbelli, non ha confermato le dichiarazioni contenute nel verbale dell’interrogatorio a cui fu sottoposto a suo tempo dalla guardia di finanza di Tempio nelle quali sosteneva di aver ricevuto pressioni dal dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Arzachena Antonello Matiz per accelerare le pratiche relative all’ampliamento degli alberghi. «Non ho mai fatto quelle dichiarazioni, la verità è quella che sto dicendo adesso», ha detto in aula. Riferendo anche di «essere stato torchiato per ore durante l’interrogatorio. A un certo punto mi hanno detto che potevo anche essere arrestato». E a domanda precisa degli avvocati Gerolamo Orecchioni e Marco Pilia, difensori di Matiz e dell’imprenditore Angelo Filigheddu, una delle imprese che eseguì i lavori di ampliamento, ha risposto di non aver ricevuto pressioni da nessuno dei due. Assente Pietro Frasconi, direttore dell’ufficio tecnico della Sardegna Resort, uno dei testimoni chiave dell’accusa. È stata sollevata ancora una volta la questione della trascrizione delle intercettazioni telefoniche relative all’ex senatore Carraro. Venti intercettazioni ritenute decisive dalla difesa, come rimarcato in aula dall’avvocato Roberto Borgogno, per dimostrare l’infondatezza delle accuse mosse all’ex ministro, che devono essere trascritte e poi mandate al Senato per l’autorizzazione a procedere (all’epoca dei fatti contestati Carraro era parlamentare di Forza Italia). Il collegio darà il parere decisivo sulla questione nella prossima udienza, fissata per il 6 ottobre.
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