Da Olbia a Genova, un viaggio infinito di 25 ore
La denuncia: «La nave prevista alle 21.30 di lunedì è partita alle 7.40 di martedì. Arrivo? Alle 22.40»
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OLBIA. «Non si può viaggiare così. A me che sono sardo, vivo fuori e vengo tutte le estati in Sardegna da sessant’anni viene voglia di non tornare più. Mi chiedo che cosa faranno la prossima volta i turisti infuriati che come me si sono ritrovati sul traghetto Splendid della Gnv sulla linea Olbia-Genova di lunedì 13 settembre: doveva partire alle 21.30 ma lo ha fatto solo alle 7.40 del mattino seguente per poi arrivare a destinazione come una lumaca solo alle 22.40 di martedì. Ci sono volute 25 ore. Ci hanno detto che ci rimborseranno il biglietto, ma niente può ripagarti dello stress e del tempo perso». Gianni Abozzi racconta la disavventura da Novi Ligure, dove abita. Settantasette anni, una vita da imprenditore nel settore abbigliamento, casa per le vacanze a Cannigione, da sempre trascorre l’estate nell’isola, alla quale resta legatissimo. A modo suo lancia un monito sui rischi che il problema trasporti rappresenta per il turismo sardo. «Avevamo il biglietto per il traghetto in partenza alle 21.30 di lunedì 13 – spiega –. Sabato arriva il primo messaggio sul cellulare: partenza spostata all’1.30 del mattino seguente. Non va bene, ma ci adatteremo. Lunedì, giorno della partenza, alle 18,30, ecco un altro messaggio: partenza posticipata alle 4.30. Dopo dieci minuti un altro messaggio ancora: ulteriore posticipo, si parte alle 6.30. Ora, a parte l’enorme ritardo, si può immaginare che cosa può significare organizzarsi per la partenza in queste condizioni dovendo arrivare al porto da località distanti da Olbia. In ogni caso, neppure quell’orario è stato rispettato. La nave è riuscita a staccarsi dalle banchine di Olbia solo alle 7.40, oltre dieci ore dopo l’orario previsto. Ma non è finita qui». Il “viaggio allucinante” del traghetto Olbia-Genova, spiega ancora Gianni Abozzi, è stato infinito: «La nave viaggiava molto piano. A bordo, i passeggeri erano tutti esasperati. C’erano italiani, tedeschi, altri stranieri, tutti arrabbiati. La compagnia ha offerto a tutti colazione e pranzo, ok, ma nessuno si è degnato di spiegare che cosa stava accadendo, nessun annuncio. A un certo punto, ho affrontato un uomo dell’equipaggio. Ha ammesso che c’era un problema ai motori e che andava avanti così da qualche giorno. Avevo la cabina e mi sono rifugiato lì, posso solo immaginare come se la sono passata altri. Alle 20 di martedì, finalmente, ci hanno detto di lasciare le cabine. Alle 21 eravamo all’ingresso del porto di Genova e speravamo di scendere. Niente: arrivavano altre navi e ci passavano davanti. In definitiva, siamo riusciti a mettere i piedi a terra solo alle 22.40». Gianni Abozzi ricorda che qualche ritardo c’era stato anche a inizio estate per il viaggio di andata. Problemi che si sarebbero verificati altre volte in questi mesi. Ma niente di paragonabile a quanto accaduto il 13 settembre. «Non mi sembra una bella cosa per la Sardegna – conclude l’imprenditore – Se viene voglia di non tornare a me, immagino che altri non torneranno proprio. No, non mi sembra una buona cosa per il nostro turismo».
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