Operazione della prefettura
Sostegno e solidarietà in banchina accolti 51 richiedenti asilo afghani
OLBIA. Cinquantuno profughi afghani sono sbarcati sabato mattina al porto di Olbia. Tra loro c’erano anche 23 minorenni, compreso un piccolo di appena due mesi. Appartengono a tredici gruppi...
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OLBIA. Cinquantuno profughi afghani sono sbarcati sabato mattina al porto di Olbia. Tra loro c’erano anche 23 minorenni, compreso un piccolo di appena due mesi. Appartengono a tredici gruppi familiari che, ha spiegato la Prefettura di Sassari, verranno ospitati in diversi comuni dell’isola. Le famiglie dei richiedenti asilo sono andate via dall’Afghanistan dopo l’addio Usa e la conquista del paese da parte dei talebani. L’operazione rientra tra le iniziative umanitarie assunte dall’Italia.
Tutto si è svolto con tranquillità e discrezione, a differenza di altri momenti di accoglienza nel porto di Olbia che nel recente passato sono stati occasione per manifestazioni politiche, anche molto chiassose. Il prefetto Maria Luisa D’Alessandro aveva concordato con il questore Claudio Sanfilippo e i comandanti provinciali dei carabinieri, Dionisio De Masi, e della guardia di finanza, Stefano Rebechesu, le misure per garantire sicurezza e tranquillità durante le operazioni di sbarco. La prefettura ha ottenuto inoltre la collaborazione del direttore marittimo Giovanni Canu e dell’Autorità del Sistema Portuale del mare di Sardegna. I profughi sono stati accolti da sanitari e volontari. Dopo essere stati sottoposti alle verifiche sanitarie, assistiti e rifocillati, sono partiti per le diverse strutture di destinazione. Quindici cittadini afghani saranno ospitati in strutture individuate dalla Prefettura nella provincia di Sassari, mentre cinque sono destinati a strutture ubicate nella provincia di Oristano, sette nella provincia di Nuoro, 24 nella Città metropolitana di Cagliari e nella provincia del Sud Sardegna. «Tutte le operazioni connesse all’identificazione e all’accoglienza – spiega la prefettura – si sono svolte in sicurezza e senza inconvenienti grazie al coordinamento delle operazioni effettuate sul posto dal team della Prefettura di Sassari diretto dalla dirigente dell’Area Immigrazione, Valentina Diana, che ha potuto contare anche sulla piena collaborazione dell’Unità territoriale di Sanità marittima e del Servizio 118. Un fondamentale contributo per la perfetta riuscita delle varie fasi dell’accoglienza è stato, altresì, assicurato dalla Croce Rossa e dalla Caritas di Olbia». La Prefettura coordinerà l’inserimento dei profughi nel circuito dell’accoglienza, al fine di favorirne l’integrazione, come previsto dalla normativa in tema di asilo.
Tutto si è svolto con tranquillità e discrezione, a differenza di altri momenti di accoglienza nel porto di Olbia che nel recente passato sono stati occasione per manifestazioni politiche, anche molto chiassose. Il prefetto Maria Luisa D’Alessandro aveva concordato con il questore Claudio Sanfilippo e i comandanti provinciali dei carabinieri, Dionisio De Masi, e della guardia di finanza, Stefano Rebechesu, le misure per garantire sicurezza e tranquillità durante le operazioni di sbarco. La prefettura ha ottenuto inoltre la collaborazione del direttore marittimo Giovanni Canu e dell’Autorità del Sistema Portuale del mare di Sardegna. I profughi sono stati accolti da sanitari e volontari. Dopo essere stati sottoposti alle verifiche sanitarie, assistiti e rifocillati, sono partiti per le diverse strutture di destinazione. Quindici cittadini afghani saranno ospitati in strutture individuate dalla Prefettura nella provincia di Sassari, mentre cinque sono destinati a strutture ubicate nella provincia di Oristano, sette nella provincia di Nuoro, 24 nella Città metropolitana di Cagliari e nella provincia del Sud Sardegna. «Tutte le operazioni connesse all’identificazione e all’accoglienza – spiega la prefettura – si sono svolte in sicurezza e senza inconvenienti grazie al coordinamento delle operazioni effettuate sul posto dal team della Prefettura di Sassari diretto dalla dirigente dell’Area Immigrazione, Valentina Diana, che ha potuto contare anche sulla piena collaborazione dell’Unità territoriale di Sanità marittima e del Servizio 118. Un fondamentale contributo per la perfetta riuscita delle varie fasi dell’accoglienza è stato, altresì, assicurato dalla Croce Rossa e dalla Caritas di Olbia». La Prefettura coordinerà l’inserimento dei profughi nel circuito dell’accoglienza, al fine di favorirne l’integrazione, come previsto dalla normativa in tema di asilo.
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