convegno a la maddalena
Anita Garibaldi, l’eroina che manca all’arcipelago
LA MADDALENA. Anita Garibaldi non è mai arrivata nell’arcipelago, ma il suo mito è potente. A Caprera, nei giorni scorsi si è tenuta una serata dedicata alla sua memoria, nel bicentenario della...
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LA MADDALENA. Anita Garibaldi non è mai arrivata nell’arcipelago, ma il suo mito è potente. A Caprera, nei giorni scorsi si è tenuta una serata dedicata alla sua memoria, nel bicentenario della nascita di Ana Maria De Jesus Ribeiro, al secolo Anita Garibaldi, avvenuta il 30 agosto 1821 in Brasile a Morrinhos, frazione della cittadina di Laguna nello stato di Santa Catarina. Il convegno, organizzato dall’Associazione nazionale veterani reduci garibaldini (Anvrg), si è svolto nella casa museo di Garibaldi, nello spazio attiguo al mulino, grazie alla disponibilità del direttore del compendio, Giannina Granara, e del personale dipendente. “Anita a Caprera, occasioni perse e mito mai eluso”: il tema è stato introdotto da Paolo Sorba, studioso maddalenino che in varie occasioni ha pubblicato testi e studi garibaldini a carattere locale e nazionale. Sono intervenuti Federica Falchi, docente di Storia delle dottrine politiche nell’università di Cagliari, e Giuseppe Zichi, docente negli istituti medi superiori a Sassari. L'attrice Francesca Falchi ha completato le relazioni con un emozionante monologo, da lei scritto e interpretato.
La presenza di Anita a Caprera è stata virtuale. «Morì – è stato ricordato – alle Mandriole, presso Ravenna, il 4 agosto 1849, dopo la fuga da Roma, dove combatté con i patrioti e Garibaldi in difesa della Repubblica Romana. Giuseppe Garibaldi non poté portarla con sé un mese dopo, quando, in attesa di conoscere la sorte del suo secondo esilio, fu costretto a soggiornare alcune settimane a La Maddalena, innamorandosi di Caprera, dove poi si stabilì fino alla morte». Se Anita fosse sopravvissuta, è stato detto durante il convegno, nella selvaggia Caprera di Garibaldi avrebbe forse potuto trovare una vita a lei consona, con i suoi ragazzini e uno sposo pescatore e agricoltore. I resti mortali di Anita non sono mai giunti nel piccolo cimitero di Caprera per l’opposizione della terza moglie di Garibaldi, Francesca Armosino, e della figlia Clelia. Inutili gli innumerevoli tentativi dei figli dell’eroina, in particolare di Ricciotti e sua moglie Costanza Hopcraft. Anita Garibaldi riposa nel monumento equestre dello scultore Rutelli, a Roma, sul Gianicolo, il colle dove la Repubblica Romana provò a resistere all’esercito francese.
Assente per motivi di salute Annita Garibaldi Jallet, presidente nazionale dell’Anvrg, Antonello Tedde, presidente della sezione locale, ha chiuso la serata donando ai partecipanti la Medaglia coniata per il bicentenario della nascita di Anita. (a.n,)
La presenza di Anita a Caprera è stata virtuale. «Morì – è stato ricordato – alle Mandriole, presso Ravenna, il 4 agosto 1849, dopo la fuga da Roma, dove combatté con i patrioti e Garibaldi in difesa della Repubblica Romana. Giuseppe Garibaldi non poté portarla con sé un mese dopo, quando, in attesa di conoscere la sorte del suo secondo esilio, fu costretto a soggiornare alcune settimane a La Maddalena, innamorandosi di Caprera, dove poi si stabilì fino alla morte». Se Anita fosse sopravvissuta, è stato detto durante il convegno, nella selvaggia Caprera di Garibaldi avrebbe forse potuto trovare una vita a lei consona, con i suoi ragazzini e uno sposo pescatore e agricoltore. I resti mortali di Anita non sono mai giunti nel piccolo cimitero di Caprera per l’opposizione della terza moglie di Garibaldi, Francesca Armosino, e della figlia Clelia. Inutili gli innumerevoli tentativi dei figli dell’eroina, in particolare di Ricciotti e sua moglie Costanza Hopcraft. Anita Garibaldi riposa nel monumento equestre dello scultore Rutelli, a Roma, sul Gianicolo, il colle dove la Repubblica Romana provò a resistere all’esercito francese.
Assente per motivi di salute Annita Garibaldi Jallet, presidente nazionale dell’Anvrg, Antonello Tedde, presidente della sezione locale, ha chiuso la serata donando ai partecipanti la Medaglia coniata per il bicentenario della nascita di Anita. (a.n,)
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