Addis: «La sanità gallurese è sull’orlo del baratro»
Angelo Mavuli
Il sindaco di Tempio scrive alla Regione e al Prefetto: impegni disattesi e la politica dei tagli sta distruggendo il nostro ospedale
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TEMPIO. «La sanità gallurese è sull’orlo del precipizio». Il grido d’allarme giunge dal sindaco di Tempio, Gianni Addis, attraverso una lettera inviata prima all’amministrazione regionale, all’Ats e al Prefetto di Sassari. I toni sono molto duri, adeguati comunque alla emergenza permanente che sta trascinando l’ospedale Paolo Dettori verso il baratro.
«La dura battaglia per rivendicare una sanità adeguata alle legittime richieste del territorio si protrae ormai da molto tempo – dice Addis, presidente del comitato di Distretto socio sanitario di Tempio nonché di vice presidente della Conferenza dei sindaci del Distretto sanitario della Gallura – varie a tal proposito sono state le iniziative ufficialmente assunte anche di recente dal Distretto che rappresento, dalle Unioni dei Comuni galluresi, dall’Anci, dall’amministrazione comunale, nonché da numerosi cittadini e associazioni che hanno a cuore le sorti della sanità gallurese. Una su tutte, l’assemblea dei sindaci che ha proclamato lo stato di agitazione permanente, la successiva e conseguente convocazione di tutti gli enti coinvolti nella crisi sanitari ad opera del Prefetto di Sassari in cui furono assunti formali impegni dall’assessore alla Sanità e dall’Ats, puntualmente disattesi». «In tutte queste occasioni – aggiunge il sindaco di Tempio – si è evidenziata, dati alla mano, la inadeguata situazione dell’ospedale cittadino che, ormai da anni, subisce un’inarrestabile politica di tagli e ridimensionamenti intollerabili. Le criticità quotidiane del Paolo Dettori, hanno raggiunto ora un livello di particolare drammaticità. Tutti i reparti risultano, quando va bene, in affanno e aperti solo grazie all’abnegazione dei medici in organico e al contributo di alcuni medici distaccati a turno da altri presidi ospedalieri».
In particolare, attualmente risultano operativi il Pronto soccorso, la Dialisi, la Cardiologia che può contare su un solo medico, momentaneamente in ferie e pertanto il servizio è temporaneamente sospeso, la Pediatria che conta su due sole figure professionali. La Chirurgia attualmente non è operativa per scarsità di personale e mancanza di un responsabile atteso da tempo; il Centro Trasfusionale è chiuso ormai da mesi; la Medicina, l’Otorino, l’Ortopedia, la Fisiatria e Riabilitazione e la Radiologia sono tutti reparti in gravissima sofferenza per carenza di personale. Per non parlare poi del Serd e della specialistica ambulatoriale in cronica emergenza (attualmente mancano: l’oculista, il geriatra, il dermatologo, il dentista, il neurologo e il neuro psichiatra). Infine, la nota e ormai atavica carenza-assenza degli anestesisti, condizione per la quale tutti i reparti risultano impossibilitati a esercitare le loro rispettive funzioni e non possono neanche essere garantite le urgenze. «Nessuna delle promesse formulate dalle autorità preposte all’organizzazione e al buon funzionamento del servizio sanitario pubblico è stata mantenuta – attacca il sindaco Addis – per tale ragione, mio tramite, il territorio rappresentato dal Distretto che presiedo si unisce compatto al grido di dolore da tutta l’isola per la inadeguata gestione del servizio sanitario pubblico e che sta portando a iniziative di sollevazione popolare che trovano terreno fertile nell’incapacità degli organi regionali nella gestione della sanità. La responsabilità che sento forte sulla mia persona ed il conforto che mi proviene dall’unanime valutazione espressa dai sindaci, mi impone di denunciare l'attuale inaccettabile situazione sanitaria e di prendere atto che si è ormai giunti ad un punto di non ritorno. Se dalla Regione e dall’Ats non giungeranno immediate risposte e soluzioni, si andrà avanti tutti insieme nella lotta non escludendo di intraprendere ogni utile azione prevista per legge, nessuna esclusa, a tutela del diritto alla salute dei cittadini.
«La dura battaglia per rivendicare una sanità adeguata alle legittime richieste del territorio si protrae ormai da molto tempo – dice Addis, presidente del comitato di Distretto socio sanitario di Tempio nonché di vice presidente della Conferenza dei sindaci del Distretto sanitario della Gallura – varie a tal proposito sono state le iniziative ufficialmente assunte anche di recente dal Distretto che rappresento, dalle Unioni dei Comuni galluresi, dall’Anci, dall’amministrazione comunale, nonché da numerosi cittadini e associazioni che hanno a cuore le sorti della sanità gallurese. Una su tutte, l’assemblea dei sindaci che ha proclamato lo stato di agitazione permanente, la successiva e conseguente convocazione di tutti gli enti coinvolti nella crisi sanitari ad opera del Prefetto di Sassari in cui furono assunti formali impegni dall’assessore alla Sanità e dall’Ats, puntualmente disattesi». «In tutte queste occasioni – aggiunge il sindaco di Tempio – si è evidenziata, dati alla mano, la inadeguata situazione dell’ospedale cittadino che, ormai da anni, subisce un’inarrestabile politica di tagli e ridimensionamenti intollerabili. Le criticità quotidiane del Paolo Dettori, hanno raggiunto ora un livello di particolare drammaticità. Tutti i reparti risultano, quando va bene, in affanno e aperti solo grazie all’abnegazione dei medici in organico e al contributo di alcuni medici distaccati a turno da altri presidi ospedalieri».
In particolare, attualmente risultano operativi il Pronto soccorso, la Dialisi, la Cardiologia che può contare su un solo medico, momentaneamente in ferie e pertanto il servizio è temporaneamente sospeso, la Pediatria che conta su due sole figure professionali. La Chirurgia attualmente non è operativa per scarsità di personale e mancanza di un responsabile atteso da tempo; il Centro Trasfusionale è chiuso ormai da mesi; la Medicina, l’Otorino, l’Ortopedia, la Fisiatria e Riabilitazione e la Radiologia sono tutti reparti in gravissima sofferenza per carenza di personale. Per non parlare poi del Serd e della specialistica ambulatoriale in cronica emergenza (attualmente mancano: l’oculista, il geriatra, il dermatologo, il dentista, il neurologo e il neuro psichiatra). Infine, la nota e ormai atavica carenza-assenza degli anestesisti, condizione per la quale tutti i reparti risultano impossibilitati a esercitare le loro rispettive funzioni e non possono neanche essere garantite le urgenze. «Nessuna delle promesse formulate dalle autorità preposte all’organizzazione e al buon funzionamento del servizio sanitario pubblico è stata mantenuta – attacca il sindaco Addis – per tale ragione, mio tramite, il territorio rappresentato dal Distretto che presiedo si unisce compatto al grido di dolore da tutta l’isola per la inadeguata gestione del servizio sanitario pubblico e che sta portando a iniziative di sollevazione popolare che trovano terreno fertile nell’incapacità degli organi regionali nella gestione della sanità. La responsabilità che sento forte sulla mia persona ed il conforto che mi proviene dall’unanime valutazione espressa dai sindaci, mi impone di denunciare l'attuale inaccettabile situazione sanitaria e di prendere atto che si è ormai giunti ad un punto di non ritorno. Se dalla Regione e dall’Ats non giungeranno immediate risposte e soluzioni, si andrà avanti tutti insieme nella lotta non escludendo di intraprendere ogni utile azione prevista per legge, nessuna esclusa, a tutela del diritto alla salute dei cittadini.
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