Centro felice, periferia no il conto di bar e ristoranti
di Paolo Ardovino
Chi ha l’attività vicino al lungomare è soddisfatto per gli incassi e i servizi Le richieste agli amministratori: più eventi, pulizia e sicurezza sulle strade
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OLBIA. Aree riqualificate e zone su cui si può ancora puntare tanto: questa volta sono i titolari di bar e ristoranti a indicare lo stato di salute della Olbia che deve attrarre. I turisti e prima di tutto gli olbiesi. La città è cambiata grazie agli interventi pubblici ma anche con le idee dei singoli privati. Non ci sono grosse carenze, ma si chiede ancora qualche sforzo in più.
Dopo i lavori. Al centro sono soddisfatti, specie in prossimità del nuovo lungomare. «Il miglioramento è palese», secondo Marco Mura. È uno dei titolari della trattoria Terra nostra che affaccia proprio sulla piazza Crispi rigenerata. «Ci sono ruspe ovunque: la città sta cambiando e molto, la qualità di questa zona è migliorata – dice –. È passata da essere un tratto brutto, buio e da non frequentare ad essere il nuovo centro di Olbia». L’estate con il lungomare sotto il naso è andata molto bene, dice, anche contando gli ultimi grandi eventi sportivi. L’unico problema è quello legato ai parcheggi, «noi stessi che lavoriamo in queste attività abbiamo difficoltà a trovarli – ragiona Marco Mura –, detto ciò devo dire però che parcheggiare al molo Brin o in via Nanni significa farsi giusto qualche minuto a piedi. Prima avevamo gli stalli davanti al ristorante ma ci si lamentava della poca gente».
Vita di periferia. In tempi recenti, specie nell’ultimo anno, ha cambiato volto anche parte di zona Bandinu. La lunga via Imperia è stata oggetto di polemiche per l’abbattimento degli alberi al centro della carreggiata, ora si presenta dopo il restyling durato da fine inverno a inizio estate. Carmine Piro, titolare del bar-pasticceria “Scusate il ritardo”, fa il punto: «È una zona tranquilla, che per la sua natura residenziale permette di lavorare per lo più con gli olbiesi – spiega insieme al figlio Gennaro –. Si lavora anche coi turisti grazie ai b&b sparsi nella zona, e il via vai è specie di mattina. La sera diventa un mortorio, forse manca un’attrattiva. I ragazzi che escono, vanno al Corso».
Sotto la basilica. Matteo Fiori del ristorante Be free parla di un cambiamento della zona di San Simplicio. «Pensiamo di aver contribuito anche con la nostra attività. Da noi arrivano molti turisti – sostiene –. L’unica pecca è nel servizio di ritiro dei rifiuti, non sempre puntuale». Di fronte ci sono i parcheggi e la necropoli, e l’esposizione permanente del pittore Massimo Deiana, un bel salotto naturale. «Sì, in tutto questo tempo siamo stati vincolati dalla pandemia ma sarebbe bello portare musica dal vivo e renderla un’area per piccoli eventi».
Idee e iniziative. In viale Aldo Moro si potrebbe fare di più. Questa la sintesi del pensiero di Gian Mario Satta, titolare del bar Senso unico insieme alla sorella Antonella. «D’estate abbiamo patito l’orario serale, e in parte è normale che dopo l’aperitivo ci si riversi al centro. Nella fascia diurna c’è tantissimo traffico e tanto via vai di persone», a proposito: il limite dei 30 km orari per i mezzi sembra non aver portato i risultati sperati. Le auto e le moto, quando possono, continuano a sfrecciare. Fino a qualche anno fa si riuscivano a organizzare le notti bianche, «si potrebbe mettere in piedi qualche evento anche nei mesi di primavera e autunno – spiega ancora –, e per l’estate magari noi commercianti potremmo modificare i nostri orari». Il loro locale ospita puntualmente mostre e gli alberi tra i tavolini hanno installazioni colorate: «sarebbe bello vedere un’esposizione perenne lungo tutto il viale». «E più panchine per i passanti», gli fa eco Antonella Satta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Dopo i lavori. Al centro sono soddisfatti, specie in prossimità del nuovo lungomare. «Il miglioramento è palese», secondo Marco Mura. È uno dei titolari della trattoria Terra nostra che affaccia proprio sulla piazza Crispi rigenerata. «Ci sono ruspe ovunque: la città sta cambiando e molto, la qualità di questa zona è migliorata – dice –. È passata da essere un tratto brutto, buio e da non frequentare ad essere il nuovo centro di Olbia». L’estate con il lungomare sotto il naso è andata molto bene, dice, anche contando gli ultimi grandi eventi sportivi. L’unico problema è quello legato ai parcheggi, «noi stessi che lavoriamo in queste attività abbiamo difficoltà a trovarli – ragiona Marco Mura –, detto ciò devo dire però che parcheggiare al molo Brin o in via Nanni significa farsi giusto qualche minuto a piedi. Prima avevamo gli stalli davanti al ristorante ma ci si lamentava della poca gente».
Vita di periferia. In tempi recenti, specie nell’ultimo anno, ha cambiato volto anche parte di zona Bandinu. La lunga via Imperia è stata oggetto di polemiche per l’abbattimento degli alberi al centro della carreggiata, ora si presenta dopo il restyling durato da fine inverno a inizio estate. Carmine Piro, titolare del bar-pasticceria “Scusate il ritardo”, fa il punto: «È una zona tranquilla, che per la sua natura residenziale permette di lavorare per lo più con gli olbiesi – spiega insieme al figlio Gennaro –. Si lavora anche coi turisti grazie ai b&b sparsi nella zona, e il via vai è specie di mattina. La sera diventa un mortorio, forse manca un’attrattiva. I ragazzi che escono, vanno al Corso».
Sotto la basilica. Matteo Fiori del ristorante Be free parla di un cambiamento della zona di San Simplicio. «Pensiamo di aver contribuito anche con la nostra attività. Da noi arrivano molti turisti – sostiene –. L’unica pecca è nel servizio di ritiro dei rifiuti, non sempre puntuale». Di fronte ci sono i parcheggi e la necropoli, e l’esposizione permanente del pittore Massimo Deiana, un bel salotto naturale. «Sì, in tutto questo tempo siamo stati vincolati dalla pandemia ma sarebbe bello portare musica dal vivo e renderla un’area per piccoli eventi».
Idee e iniziative. In viale Aldo Moro si potrebbe fare di più. Questa la sintesi del pensiero di Gian Mario Satta, titolare del bar Senso unico insieme alla sorella Antonella. «D’estate abbiamo patito l’orario serale, e in parte è normale che dopo l’aperitivo ci si riversi al centro. Nella fascia diurna c’è tantissimo traffico e tanto via vai di persone», a proposito: il limite dei 30 km orari per i mezzi sembra non aver portato i risultati sperati. Le auto e le moto, quando possono, continuano a sfrecciare. Fino a qualche anno fa si riuscivano a organizzare le notti bianche, «si potrebbe mettere in piedi qualche evento anche nei mesi di primavera e autunno – spiega ancora –, e per l’estate magari noi commercianti potremmo modificare i nostri orari». Il loro locale ospita puntualmente mostre e gli alberi tra i tavolini hanno installazioni colorate: «sarebbe bello vedere un’esposizione perenne lungo tutto il viale». «E più panchine per i passanti», gli fa eco Antonella Satta.
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