Concerto pirata, Salmo indagato
di Tiziana Simula
Coinvolto anche il proprietario della ruota panoramica. Saranno interrogati il 29 settembre
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OLBIA. Salmo ora è formalmente indagato dalla Procura di Tempio per il concerto non autorizzato con maxi assembramento del 13 agosto. Indagato insieme a lui, Kevin Lupetti, proprietario della ruota panoramica sotto cui era stato allestito il palco dove si era esibito il rapper olbiese, concerto seguito da migliaia di persone che si erano accalcate nell’area della concessione demaniale su cui si erge la “Maestosa”, al molo Brin.
Le accuse. Maurizio Pisciottu, in arte Salmo, e Kevin Lupetti sono accusati, in concorso tra loro, di aver organizzato uno spettacolo «alla presenza di circa 3500 persone senza darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore» e di averlo tenuto «benché sprovvisti dell’autorizzazione dell’autorità locale di pubblica sicurezza». Concerto, insomma, la cui organizzazione non è stata né comunicata, né tantomeno autorizzata dal questore, con violazione al Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (reato contravvenzionale, appartenente cioè alla categoria di minore gravità).
L’interrogatorio. I due indagati dovranno presentarsi il 29 settembre in Procura per essere sottoposti ad interrogatorio da parte del procuratore Gregorio Capasso, titolare del fascicolo. La notizia dell’informazione di garanzia non viene commentata per ora dal difensore dell’artista, l’avvocato Salvatore Seu, né dai colleghi che assistono il proprietario della ruota panoramica, gli avvocati Antonello Desini e Nicoletta Mani.
L’inchiesta. Il procuratore Gregorio Capasso aveva dato il via agli accertamenti all’indomani dell’esibizione del rapper: l’attenzione degli inquirenti era volta a verificare e a ricostruire tutti i passaggi che avevano portato all’organizzazione di un evento non autorizzato che ha provocato l’assembramento di migliaia di persone, in barba al rispetto di prescrizioni e decreti legge, e a fare chiarezza sulle eventuali condotte e ruoli svolti da persone con incarichi pubblici. Nelle mani del procuratore ci sono già le relazioni della Capitaneria di porto di Olbia e della squadra mobile della Questura di Sassari. Il cantante e il concessionario dell’area demaniale risultano ora formalmente iscritti nel registro degli indagati. Resta da vedere cosa emergerà dai loro interrogatori, se spunteranno o meno altri nomi e responsabilità.
A Kevin Lupetti la Capitaneria di porto aveva già inflitto una multa di mille euro per l’utilizzo improprio dello spazio demaniale avuto in concessione per la ruota panoramica (nessun concerto poteva svolgersi sotto la “Maestosa”). L’imprenditore, dal canto suo, si è sempre difeso sostenendo che l’esibizione di Salmo era stata estemporanea e non concordata.
La polemica social. Il concerto non autorizzato e “improvvisato” del rapper (che, di fatto, era di pubblico dominio), era finito nella bufera delle polemiche social innescate dall’attacco di Fedez. «Alzare il rischio sanitario di una regione non fa di te un artista, fa di te un narcisista», aveva scritto in un post attaccando l’artista gallurese, mentre Salmo difendeva il suo show definendo patetiche le «regolette imposte per i concerti».
Cantanti contro i politici. A un mese e mezzo dallo scontro social tra Fedez e Salmo è riesplosa proprio in questi giorni la polemica per le limitazioni ancora imposte al mondo dello spettacolo. A scatenare la rabbia degli artisti sono i politici. Col leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte in prima linea che ha pubblicato i video che mostrano le piazze con maxi assembramenti ai suoi comizi elettorali. Alla faccia dei criteri stringenti di capienza e distanziamento che il mondo dei concerti deve ancora oggi rispettare.
«Che splendida accoglienza!», scrive Conte nei post. Le immagini stanno facendo infuriare i cantanti italiani. Tanti sui social i commenti di dissenso, da Fedez a Ermal Meta, da Motta a Ruggeri, per citarne alcuni.
Salmo, dopo essere finito nelle bufera con l’esibizione olbiese, ovviamente non ha resistito nel dire la sua. E ha attaccato con amara ironia. «È iniziato il Flop tour, abbiamo riempito le piazze d’Italia», ha scritto su Instagram facendo riferimento al nuovo album in uscita il primo ottobre (dal titolo “Flop”, appunto). «Grazie a tutti, la vostra accoglienza è stata incredibile, ora andatevene a f...».
Le accuse. Maurizio Pisciottu, in arte Salmo, e Kevin Lupetti sono accusati, in concorso tra loro, di aver organizzato uno spettacolo «alla presenza di circa 3500 persone senza darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore» e di averlo tenuto «benché sprovvisti dell’autorizzazione dell’autorità locale di pubblica sicurezza». Concerto, insomma, la cui organizzazione non è stata né comunicata, né tantomeno autorizzata dal questore, con violazione al Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (reato contravvenzionale, appartenente cioè alla categoria di minore gravità).
L’interrogatorio. I due indagati dovranno presentarsi il 29 settembre in Procura per essere sottoposti ad interrogatorio da parte del procuratore Gregorio Capasso, titolare del fascicolo. La notizia dell’informazione di garanzia non viene commentata per ora dal difensore dell’artista, l’avvocato Salvatore Seu, né dai colleghi che assistono il proprietario della ruota panoramica, gli avvocati Antonello Desini e Nicoletta Mani.
L’inchiesta. Il procuratore Gregorio Capasso aveva dato il via agli accertamenti all’indomani dell’esibizione del rapper: l’attenzione degli inquirenti era volta a verificare e a ricostruire tutti i passaggi che avevano portato all’organizzazione di un evento non autorizzato che ha provocato l’assembramento di migliaia di persone, in barba al rispetto di prescrizioni e decreti legge, e a fare chiarezza sulle eventuali condotte e ruoli svolti da persone con incarichi pubblici. Nelle mani del procuratore ci sono già le relazioni della Capitaneria di porto di Olbia e della squadra mobile della Questura di Sassari. Il cantante e il concessionario dell’area demaniale risultano ora formalmente iscritti nel registro degli indagati. Resta da vedere cosa emergerà dai loro interrogatori, se spunteranno o meno altri nomi e responsabilità.
A Kevin Lupetti la Capitaneria di porto aveva già inflitto una multa di mille euro per l’utilizzo improprio dello spazio demaniale avuto in concessione per la ruota panoramica (nessun concerto poteva svolgersi sotto la “Maestosa”). L’imprenditore, dal canto suo, si è sempre difeso sostenendo che l’esibizione di Salmo era stata estemporanea e non concordata.
La polemica social. Il concerto non autorizzato e “improvvisato” del rapper (che, di fatto, era di pubblico dominio), era finito nella bufera delle polemiche social innescate dall’attacco di Fedez. «Alzare il rischio sanitario di una regione non fa di te un artista, fa di te un narcisista», aveva scritto in un post attaccando l’artista gallurese, mentre Salmo difendeva il suo show definendo patetiche le «regolette imposte per i concerti».
Cantanti contro i politici. A un mese e mezzo dallo scontro social tra Fedez e Salmo è riesplosa proprio in questi giorni la polemica per le limitazioni ancora imposte al mondo dello spettacolo. A scatenare la rabbia degli artisti sono i politici. Col leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte in prima linea che ha pubblicato i video che mostrano le piazze con maxi assembramenti ai suoi comizi elettorali. Alla faccia dei criteri stringenti di capienza e distanziamento che il mondo dei concerti deve ancora oggi rispettare.
«Che splendida accoglienza!», scrive Conte nei post. Le immagini stanno facendo infuriare i cantanti italiani. Tanti sui social i commenti di dissenso, da Fedez a Ermal Meta, da Motta a Ruggeri, per citarne alcuni.
Salmo, dopo essere finito nelle bufera con l’esibizione olbiese, ovviamente non ha resistito nel dire la sua. E ha attaccato con amara ironia. «È iniziato il Flop tour, abbiamo riempito le piazze d’Italia», ha scritto su Instagram facendo riferimento al nuovo album in uscita il primo ottobre (dal titolo “Flop”, appunto). «Grazie a tutti, la vostra accoglienza è stata incredibile, ora andatevene a f...».
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