Olbia, appello alla politica: «Troppi abbandoni, più attenzione a cani e gatti»

I volontari ai candidati: «Manca un gattile, servono un pronto soccorso h24 e più controlli»

OLBIA. Il randagismo e il benessere di cani e gatti entrano nella campagna elettorale. Tema spesso dimenticato, confinato a una manciata di righe nelle ultime pagine dei programmi o addirittura assente. A dare voce alle centinaia di cani e gatti senza una famiglia ci pensa un gruppo di volontari con un documento per le due coalizioni, già consegnato all’amministrazione uscente.

A oggi c’è un rifugio, i Fratelli minori, gestito dalla Lida. La solidarietà e il grande cuore dei volontari Lida tiene in piedi la casa di cani e gatti senza padrone. I soldi pubblici sono una goccia per far fronte alle spese mensili di migliaia di euro sostenute dalla Lida, a cui i cittadini si rivolgono portando animali malati, chiedendone l’aiuto per soccorrerli in strada o in situazioni che ne limitano la libertà.

E poi ci sono le volontarie “libere”, che da anni, alcune da decenni si prendono cura di cani e gatti a loro spese. «Nonostante tutta questa dedizione, il numero degli animali vaganti e bisognosi di aiuto continua ad aumentare». La piaga del randagismo canino e felino, è preoccupante.

«Un fenomeno tenuto sotto controllo anche grazie all’impegno della Lida. Tuttavia in varie zone di Olbia e nelle campagne, decine di cani liberi sono accuditi da volontarie». C’è poi la piaga dei cani di proprietà che girovagano da soli per la città, attraversando vie trafficate e spesso privi di microchip. «Chiediamo che il Comune intensifichino controlli e sanzioni i responsabili. Inoltre, troppi cani sono tenuti ancora a catena nei giardini e nei cortili. In attesa che si arrivi all’auspicato divieto assoluto, che in alcune regioni d’Italia è già realtà, chiediamo che si attivino i controlli e i cani abbiano almeno il minimo garantito dalla legge: 5 metri di catena o 3 metri di catena e due di fune di scorrimento».

C’è poi il capitolo cani pastore nell’agro. «I maschi sono spesso privi di microchip e le cagne, quasi tutte non sterilizzate, partoriscono due volte l’anno e sono frequentissimi i ritrovamenti di cuccioli abbandonati. Chiediamo pertanto che la campagna di microchippatura obbligatoria dei “cani aziendali” diventi più energica. E che, nell’ambito dei controlli periodici sul bestiame, i veterinari verifichino anche lo stato di salute dei cani da custodia di greggi e mandrie».

Non meno preoccupante lo stato di salute dei felini. «I gatti liberi sono migliaia. Molti vagano per la città assetati e affamati, spesso malati. Ogni giorno, sull’asfalto di Olbia, muore almeno un gatto investito. Altri muoiono di stenti e malattie, quando non avvelenati o massacrati. Non esiste un gattile, non esiste un’oasi felina. Il nostro regolamento comunale, poi, in contrasto con la legge nazionale numero 281, riconosce esclusivamente le colonie feline presenti nelle aree pubbliche. Chiediamo una modifica immediata del regolamento, che preveda, il riconoscimento di ogni colonia felina, a prescindere dal luogo in cui si trova. Che sia attivato un Pronto Soccorso h24 e sia resa obbligatoria la microchippatura de gatti padronali».
 

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