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Olbia

Olbia, il Tar “archivia” il Piano Mancini

Giandomenico Mele
Olbia, il Tar “archivia” il Piano Mancini

Con il no della Regione è improcedibile “per cessata materia del contendere” il ricorso di un cittadino

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OLBIA. Il Tar ha preso atto dell’archiviazione del Piano Mancini, per le opere di mitigazione del rischio idraulico a Olbia. Dopo la bocciatura da parte dello Svi, il Servizio impatti ambientali della Regione, il piano anti alluvione, al centro di roventi polemiche, può dirsi definitivamente sepolto anche dalla pronuncia del tribunale amministrativo che con sentenza ha infatti dichiarato (dopo la richiesta degli stessi ricorrenti), improcedibile per cessazione della materia del contendere, il ricorso presentato da un privato cittadino, assistito dal Gruppo di intervento giuridico, contro il Comune di Olbia, il commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico per la Sardegna e il progettista Marco Mancini.

La delibera annullata. I ricorrenti chiedevano l’annullamento della delibera del consiglio comunale di Olbia, datata 2016, sulle "opere di mitigazione del rischio idraulico - controdeduzioni alle osservazioni". Chiedevano l’annullamento del bando per la procedura di gara aperta per l'esecuzione del "Piano delle indagini geognostiche e di caratterizzazione ambientale - vasche di laminazione - Lotto I, delle opere di mitigazione del rischio idraulico”, bandita dall'Agenzia nazionale Invitalia per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa.

La sentenza. Il Tar ha così recepito la bocciatura della Regione, facendo scomparire il Piano Mancini anche come materia giurisprudenziale. Dichiarando così l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d'interesse alla decisione. La stessa parte ricorrente, vista l’istanza depositata il 6 maggio 2021, aveva preso atto della deliberazione della giunta regionale del 2020 e chiedeva che fosse dichiarata la cessazione della materia del contendere. Il Tar ha accolto. «Preso atto – così il provvedimento – della deliberazione della giunta regionale, con la quale è stato espresso un giudizio negativo sulla compatibilità ambientale dell’intervento “Opere di mitigazione del rischio idraulico del Comune di Olbia", proposto dal commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico in Sardegna, il collegio ritiene che ne consegua la sopravvenuta carenza di interesse per il ricorrente alla decisione del ricorso». Dalla dichiarazione della cessazione della materia del contendere, dunque, si evincere la sopravvenuta mancanza di qualunque interesse alla decisione del ricorso.

La bocciatura. Lo Svi, il Servizio valutazioni impatti ambientali della Regione, aveva bocciato il Piano Mancini a un passo dalla gara d’appalto, indicando una decina di motivi per cui non intendeva concedere il via libera al progetto di messa in sicurezza della città alluvionata. I motivi riguardavano autorizzazioni, smaltimento di scavi di cava, gestione di sedimenti, impatto acustico. In particolare, lo Svi ha contestato la mancanza di un piano di utilizzo unico del materiale prodotto dagli scavi per realizzare le vasche di laminazione. Il materiale di scavo, come da progetto, in parte si sarebbe dovuto utilizzare per realizzare gli argini di fiumi e vasche e come base per il raddoppio di corsia della circonvallazione: più 700mila metri cubi in eccedenza che il Piano prevedeva di dirottare su alcune cave nel territorio tra Olbia e Oschiri. Lo Svi ha sostenuto che non avessero il requisito di certezza e non fossero autorizzate a ricevere i materiali. Tra i motivi della bocciatura, poi, la mancata previsione dello smaltimento in discarica del materiale generato dagli escavi delle foci dei fiumi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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