Olbia, a Murta Maria posata la prima pietra dell’oratorio
La struttura della chiesa nascerà su un lotto comunale. Il vescovo: «Uno spazio che appartiene a tutti»
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OLBIA. Una prima pietra in tempi di campagna elettorale per una struttura della chiesa che, come precisa il vescovo della diocesi Sebastiano Sanguinetti, «è di tutti ed è aperta a tutti. Noi non chiediamo il credo, noi non chiediamo la tessera di appartenenza». L’oratorio nascerà sullo standard comunale a due passi dall’hotel Daniel. Un luogo di aggregazione, di socialità e di formazione. «Sono in diocesi da 15 anni e da quando sono arrivato si è cercato uno spazi per ampliare l’attività della chiesa, che non è solo liturgica – dice il vescovo –. Non abbiamo una grande cattedrale ma con la piccola chiesa e il sagrato si fa la liturgia e la preghiera della comunità. Ma una chiesa deve avere anche spazi di aggregazione, per la formazione e per la socializzazione. Perché la parrocchia non è solo annuncio del vangelo ma è il luogo dove si educano uomini e donne, dove si educano i cittadini. E la caratteristica di questi spazi è che sono aperti a tutti».
La conferma delle parole del vescovo è nella platea bipartisan, con tanti residenti e sfilata di candidati di entrambe le parti politiche. «Vogliamo che questa importante opera diventi per la frazione un punto di aggregazione – sono state le parole del sindaco Settimo Nizzi –. La crescita di Murta Maria è stata abbastanza tumultuosa. Non ci siamo forse adeguati completamente alle necessità della frazione per le infrastrutture, ma penso che ci rifaremo già dal prossimo mandato amministrativo. Questa struttura potrà ospitare anche i cittadini che vorranno riunirsi o il comitato di quartiere». (se.lu.)
La conferma delle parole del vescovo è nella platea bipartisan, con tanti residenti e sfilata di candidati di entrambe le parti politiche. «Vogliamo che questa importante opera diventi per la frazione un punto di aggregazione – sono state le parole del sindaco Settimo Nizzi –. La crescita di Murta Maria è stata abbastanza tumultuosa. Non ci siamo forse adeguati completamente alle necessità della frazione per le infrastrutture, ma penso che ci rifaremo già dal prossimo mandato amministrativo. Questa struttura potrà ospitare anche i cittadini che vorranno riunirsi o il comitato di quartiere». (se.lu.)
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