Olbia, l’Anas riaccende le ruspe sulla provinciale crollata

Dopo il dissequestro del cantiere, si mette a punto il cronoprogramma dei lavori. La strada sarà ricostruita con un accordo quadro. Tempo previsto: un anno  

OLBIA. L’Anas è al lavoro per ricostruire la strada crollata di Monte Pino. Per due anni, quello sulla provinciale 38 bis, è stato un cantiere fantasma, dopo che l’impresa che stava eseguendo i lavori, la Imp costruzioni di Carloforte, era andata via e l’Anas aveva rescisso il contratto (3 settembre 2019). Da allora tutto si è fermato. Anche perché su quei lavori è stata aperta un’inchiesta da parte del procuratore Gregorio Capasso, scattata un anno fa, in seguito a gravi cedimenti che si erano verificati all’indomani di forti piogge in diversi punti delle opere realizzate dall’impresa di Carloforte (che risulta indagata).

Ora le aree di cantiere della provinciale sono state liberate dai sigilli: una settimana fa, il gip del tribunale di Tempio Caterina Interlandi, su richiesta del procuratore Capasso, ha disposto il dissequestro. L’agognata ricostruzione della strada sprofondata nell’alluvione del 18 novembre 2013 – nel crollo morirono tre persone e una rimase ferita –, può, quindi, riprendere.

Bisognerà però attendere ancora qualche giorno per conoscere il crono programma dei lavori, come fanno sapere dalla stessa Anas. Che riaccenderà le ruspe senza indire gare d’appalto ma ricorrendo agli affidamenti in accordo quadro già stipulati. «In seguito al dissequestro delle aree di cantiere della strada provinciale 38 bis Anas è al lavoro per riavviare le lavorazioni tramite l’utilizzo di accordi quadro già disponibili – spiega l’ente –. Durante la prossima settimana saranno definite le possibili soluzioni operative e sarà quindi ipotizzabile elaborare un crono programma di completamento delle opere».

A occuparsene sarà la società Ici, Italiana costruzioni infrastrutture, di Roma – la stessa che sta realizzando i lotti 3, 5 e 6 della Sassari Olbia – che, con un accordo quadro, metterà in sicurezza il cantiere, demolirà le opere danneggiate e ricostruirà la strada crollata. Lo farà secondo il progetto redatto dall’Anas, revisionato con i consulenti del Noe (geologo e ingegnere). Potrebbero passare di competenza dell’Anas anche i tratti della Provincia così che i lavori possano essere eseguiti contemporaneamente. Il tempo previsto per completare l’intervento è di un anno.

Per l’unica incompiuta del pacchetto emergenziale legate al ciclone Cleopatra, si spera che questa sia davvero la volta buona. Che i lavori possano essere portati a compimento e la strada di collegamento tra l’Alta e la Bassa Gallura interrotta per otto anni, riconsegnata finalmente agli automobilisti e ai residenti di quei territori, a lungo rimasti isolati.

Il comitato dei cittadini che negli anni ha messo in piedi numerose proteste fino a incatenarsi davanti alla strada finita sotto sequestro stenta a credere nella ripresa dei lavori. Ormai gli abitanti hanno perso ogni speranza. «Siamo partiti in cinquecento e siamo rimasti in tre perché alla ricostruzione di questa strada non ci crede più nessuno – commenta la presidente del comitato Giuseppina Pasella – Finché non vedremo con i nostri occhi l’impresa al lavoro, continueremo ad essere titubanti. Siamo stati presi in giro per troppo tempo».

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