Le imprese soffrono ma resistono
Il rapporto di Confartigianato sullo stato di salute delle attività produttive travolte da crisi e Covid
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Il dossier di Confartigianato sullo stato di salute delle imprese della Gallura dal 2019 al 2021 parla chiaro: con più di 23mila aziende, di cui 5mila artigiane, il nord est della Sardegna soffre ma resiste alle avversità economiche create dalla crisi Covid 19. Il comparto artigiano gallurese rappresenta il 23,4% del totale del sistema imprenditoriale del territorio, ciò significa che un’impresa su quattro è artigiana (9mila i lavoratori impiegati). Dal dossier “Artigianato e mpi della Gallura”, realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato imprese Sardegna, su fonte UnionCamere e Istat emerge che quello gallurese è un territorio vivace, in sostanziale crescita per nati e mortalità delle imprese e per la presenza di piccole realtà: il 99,7% ha meno di 50 dipendenti. Il cuore imprenditoriale, insomma, batte forte.
«Ma manca una regia politica di area vasta specifica per le caratteristiche di questo territorio, mancano servizi, infrastrutture e una visione del futuro», è la denuncia del presidente di Confartigianato Gallura, Giacomo Meloni.
Per l’associazione i dati emersi dal dossier mostrano un grande fermento nel nord est ma segnalano anche la mancanza di una strategia generale. «A causa del clima di incertezza creato dalla pandemia, le imprese hanno paura di quello che potrebbe succedere nel medio periodo e quindi non tutti hanno la forza e il coraggio di programmare investimenti e azioni che abbiano il respiro di anni – spiega Meloni –. Questo non è positivo perché limita la crescita. Le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e della programmazione comunitaria sono un’opportunità che dobbiamo cogliere con prontezza».
Il presidente di Confartigianato lancia un appello alla politica, alle persone che ricoprono incarichi istituzionali e agli amministratori locali: «Si faccia un patto per lo sviluppo del nord est che ci veda uniti su battaglie che riguardano tutti noi. Il pericolo concreto è che nell’affannata ricerca di una dote per il proprio ambito locale si perda di vista la strategia generale e fra pochi anni non saremo in grado di colmare il divario con territori che hanno avuto la capacità di chiedere e realizzare progetti strategici e di prospettiva nel tempo».
Meloni rilancia con forza la questione dei collegamenti «condizione imprescindibile per garantire prospettive alle popolazioni del nord est – dice – Da anni chiediamo che vengano realizzate le strade principali di collegamento tra il porto e l’aeroporto di Olbia e i diversi ambiti territoriali: Santa Teresa a nord, Tempio verso ovest, e il collegamento Buddusò Abbasanta. Concentriamo le energie per completare questi tre progetti avviati, ma fermi a diversi stadi di realizzazione. Sarebbero il primo fondamentale tassello per rendere effettivamente il territorio un unico bacino e realizzare effettivamente un ecosistema economico e sociale. In trenta minuti potremmo raggiungere in sicurezza oltre il 90 per cento dei comuni del nord est, garantendo maggiore equilibrio demografico e più facile accesso ai servizi».
Dalle testimonianze degli imprenditori locali emerge che, in questo particolare momento, il nemico principale è l’incertezza. «Non solo quella legata alla pandemia – rimarca Meloni –, ma anche l’incertezza normativa, il peso di una burocrazia asfissiante, la difficoltà a difendersi da un abusivismo crescente: tra le richieste delle imprese artigiane e delle piccole imprese non prevalgono i ristori o i contributi per mancati guadagni, ma la possibilità di poter operare in un contesto chiaro, dove il maggior lavoro è premiato e non ostacolato, dove chi realizza è soddisfatto e gratificato rispetto a chi trova espedienti». (t.s.)
«Ma manca una regia politica di area vasta specifica per le caratteristiche di questo territorio, mancano servizi, infrastrutture e una visione del futuro», è la denuncia del presidente di Confartigianato Gallura, Giacomo Meloni.
Per l’associazione i dati emersi dal dossier mostrano un grande fermento nel nord est ma segnalano anche la mancanza di una strategia generale. «A causa del clima di incertezza creato dalla pandemia, le imprese hanno paura di quello che potrebbe succedere nel medio periodo e quindi non tutti hanno la forza e il coraggio di programmare investimenti e azioni che abbiano il respiro di anni – spiega Meloni –. Questo non è positivo perché limita la crescita. Le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e della programmazione comunitaria sono un’opportunità che dobbiamo cogliere con prontezza».
Il presidente di Confartigianato lancia un appello alla politica, alle persone che ricoprono incarichi istituzionali e agli amministratori locali: «Si faccia un patto per lo sviluppo del nord est che ci veda uniti su battaglie che riguardano tutti noi. Il pericolo concreto è che nell’affannata ricerca di una dote per il proprio ambito locale si perda di vista la strategia generale e fra pochi anni non saremo in grado di colmare il divario con territori che hanno avuto la capacità di chiedere e realizzare progetti strategici e di prospettiva nel tempo».
Meloni rilancia con forza la questione dei collegamenti «condizione imprescindibile per garantire prospettive alle popolazioni del nord est – dice – Da anni chiediamo che vengano realizzate le strade principali di collegamento tra il porto e l’aeroporto di Olbia e i diversi ambiti territoriali: Santa Teresa a nord, Tempio verso ovest, e il collegamento Buddusò Abbasanta. Concentriamo le energie per completare questi tre progetti avviati, ma fermi a diversi stadi di realizzazione. Sarebbero il primo fondamentale tassello per rendere effettivamente il territorio un unico bacino e realizzare effettivamente un ecosistema economico e sociale. In trenta minuti potremmo raggiungere in sicurezza oltre il 90 per cento dei comuni del nord est, garantendo maggiore equilibrio demografico e più facile accesso ai servizi».
Dalle testimonianze degli imprenditori locali emerge che, in questo particolare momento, il nemico principale è l’incertezza. «Non solo quella legata alla pandemia – rimarca Meloni –, ma anche l’incertezza normativa, il peso di una burocrazia asfissiante, la difficoltà a difendersi da un abusivismo crescente: tra le richieste delle imprese artigiane e delle piccole imprese non prevalgono i ristori o i contributi per mancati guadagni, ma la possibilità di poter operare in un contesto chiaro, dove il maggior lavoro è premiato e non ostacolato, dove chi realizza è soddisfatto e gratificato rispetto a chi trova espedienti». (t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
