La Nuova Sardegna

Olbia

Il super perito bastona il Comune

di Marco Bittau
Il super perito bastona il Comune

Quasi duecento pagine di accuse: «Non sono state osservate le prescrizioni del piano d’emergenza»

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OLBIA. La relazione del super perito Alfonso Bellini fa già discutere, senza neppure aspettare l’udienza del 12 ottobre in corte d’appello, a Sassari, dove si sta celebrando il processo di secondo grado per l’alluvione del 2013 a Olbia. La perizia choc è durissima nei confronti dell’amministrazione comunale, accusata di aver dimenticato di avere un Pec, il piano di emergenza che prevede atti e procedure da compiere in presenza di una situazione di allerta di criticità elevata. Gli avvocati difensori annunciano battaglia e l’udienza del 12 ottobre sarà infuocata.

Imputati di disastro colposo e omicidio colposo plurimo l’ex sindaco Gianni Giovannelli, il dirigente comunale Antonello Zanda, l’ex dirigente Gabriella Palermo e il funzionario Giuseppe Budroni. Tutti sono stati assolti nel processo di primo grado davanti al tribunale di Tempio nel 2017. Adesso però si gioca un’altra partita.

Sempre considerando che le perizie non sono sentenze, colpiscono le conclusioni cui arriva il super perito Bellini, esperto nazionale di alluvioni, che parla e scrive di “evento non imprevedibile ed eccezionale” e di “peccato originale” del Comune di Olbia che non avrebbe osservato le prescrizioni del piano di emergenza. In particolare, il perito indica esplicitamente tra le cause del disastro «la mancata osservanza delle tematiche di protezione civile da applicarsi, ai sensi della normativa vigente, in caso di annuncio, tramite avviso di allerta, di un possibile evento meteo di particolare intensità. Inosservanza che appare ancora più di rilievo se si tiene conto che il Comune di Olbia si era dotato, nel dicembre 2012, di un Pec che, se pure manchevole, indicava le attività da svolgere a seguito di un’allerta di criticità elevata, identificabile in una situazione di pre allarme». «Questa inosservanza – aggiunge il perito – appare poi più rimarchevole se si considera che era noto agli amministratori comunali la estrema fragilità idraulica del reticolo idrografico cittadino, nonché la condizione di danni avviati con le piogge dei due giorni precedenti, tanto da far dichiarare alla giunta comunale uno stato di calamità naturale predisposta al mattina del 18 novembre e formalmente approvata alle 13 dello stesso giorno».

Durissima la valutazione del perito anche sulla mancata manutenzione degli alvei e dei canali. «È chiaro – scrive Alfonso Bellini – che se fossero stati puliti il fenomeno di danno avrebbe avuto una diversa connotazione».

Di fronte a queste bordate, massima riserva da parte degli avvocati difensori, che affilano le armi per l’udienza del 12 ottobre, quando sarà presente in aula lo stesso perito. «Posso solo dire – riferisce l’avvocato Agostinangelo Marras, difensore insieme all’avvocato Nicola Di Benedetto dell’ex sindaco Giovannelli – che da parte degli avvocati e dei consulenti ci saranno molte contestazioni».

E tutto lascia intendere che tra le contestazioni riaffiorerà anche quella sulla nomina del perito. Nel corso dell’udienza precedente era stato proprio l’avvocato Agostinangelo Marras a sollevaer una questioni di opportunità in quanto il contatto preliminare con Bellini da parte della presidente Plinia Azzena sarebbe avvenuto nel luglio 2019 quando il processo era stato già avviato ma non si era ancora arrivati alla decisione di ammettere la perizia. L’ordinanza con la quale era stata disposta è datata 11 novembre e il fatto di aver contattato il geologo un anno e mezzo prima denoterebbe, secondo il difensore, un atteggiamento pregiudiziale. Da qui anche una richiesta di astensione rivolta alla Corte. Richiesta poi rigettata. La presidente aveva spiegato che Bellini era stato contattato nel luglio 2019 solo per una consultazione per conoscere la sua disponibilità per un eventuale incarico se fosse emersa l’esigenza.

Prudenza anche sul fronte delle parti civili. «Aspettiamo di conoscere interamente i contenuti della perizia, depositata solo l’altro ieri – dice l’avvocato Giampaolo Murrighile –. Sicuramente il tecnico incaricato ha svolto un lavoro enorme dando risposte precise ai tanti quesiti che meritavano chiarimenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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