telti
La Pro loco: «La sagra della rinascita»
Non solo mirto, promossa l’organizzazione al tempo del Covid-19
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TELTI. È stata la Sagra della rinascita, ma anche quella della conferma. Marilena Suelzu, presidente della Pro loco di Telti e il suo staff, alla fine di una stagione impegnativa, all’insegna di regole e limiti per l’organizzazione di qualunque tipo di manifestazione, fa il punto sulla stagione e sulla Sagra del mirto 2021. «Le paure, i timori e le incertezze si sono trasformate in consapevolezza, determinazione e linee guida che faranno storia fra le sagre dell’era post Covid – dice – il green pass, si è rivelato un buon metodo per garantire serenità ai visitatori. Grazie alle professionalità messe in campo i controlli ai varchi della sagra, con l'ausilio di un perfetto sistema di sicurezza , hanno permesso ingressi contingentati con green pass o con tamponi anti Covid e con braccialetti colorati e numerati. Tutto è filato liscio come nelle migliori aspettative».
Si commentano da soli 5000 braccialetti consegnati durante la tre giorni. «Niente è stato lasciato al caso – dice la presidente – un piano di sicurezza minuziosamente verificato e applicato ha permesso ai visitatori di godere pienamente degli spettacoli e dei prodotti proposti negli stand. I volontari, hanno saputo creare le migliori condizioni per la riuscita della prima sagra in era Covid, in sicurezza e totalmente plastic free».
Buone notizie anche sul fronte degli spettacoli. Mauro Mibelli, da due anni direttore artistico della sagra, ha messo in cantiere un programma che ha fatto fare un salto di qualità alla manifestazione. Dalla musica del Free folk alla serata di flamenco, dal blues di Francesco Piu al suono ancestrale delle launeddas di Orlando Mascia, sino allo spettacolo dei Mamuthones e degli Isshoadores. Luoghi diversi per artisti diversi, un concetto di arte diffusa che, dopo lo stupore iniziale, è diventato familiare.
Restano nella memoria il ricordo di Matteo Pirina, noto Cuccheddu, attraverso i versi delle sue poesie, e poi le immagini di Gian Franco Pinducciu, scomparso lo scorso novembre. In onore del sindaco più longevo della storia di Telti, la Neula ha creato il vino rosso “Sindacu”, nato da uve di vitigni autoctoni. Solo 300 bottiglie, andate a ruba, la prima è stata donata al Comune di Telti.
Si commentano da soli 5000 braccialetti consegnati durante la tre giorni. «Niente è stato lasciato al caso – dice la presidente – un piano di sicurezza minuziosamente verificato e applicato ha permesso ai visitatori di godere pienamente degli spettacoli e dei prodotti proposti negli stand. I volontari, hanno saputo creare le migliori condizioni per la riuscita della prima sagra in era Covid, in sicurezza e totalmente plastic free».
Buone notizie anche sul fronte degli spettacoli. Mauro Mibelli, da due anni direttore artistico della sagra, ha messo in cantiere un programma che ha fatto fare un salto di qualità alla manifestazione. Dalla musica del Free folk alla serata di flamenco, dal blues di Francesco Piu al suono ancestrale delle launeddas di Orlando Mascia, sino allo spettacolo dei Mamuthones e degli Isshoadores. Luoghi diversi per artisti diversi, un concetto di arte diffusa che, dopo lo stupore iniziale, è diventato familiare.
Restano nella memoria il ricordo di Matteo Pirina, noto Cuccheddu, attraverso i versi delle sue poesie, e poi le immagini di Gian Franco Pinducciu, scomparso lo scorso novembre. In onore del sindaco più longevo della storia di Telti, la Neula ha creato il vino rosso “Sindacu”, nato da uve di vitigni autoctoni. Solo 300 bottiglie, andate a ruba, la prima è stata donata al Comune di Telti.
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